venerdì, Settembre 25, 2020

Pericolo islamista: a fine aprile nuovo film sulla guerra in Libia.

Entro fine aprile sarà disponibile su internet un nuovo film sulla guerra in Libia. Lo ha annunciato sul suo canale Telegram il direttore della Fondazione per la tutela dei valori nazionali russi Alexander Malkevich. “Sugaley”, questo il titolo del film, racconterà alcuni aspetti poco noti dello scontro geopolitico in atto in Libia. Intrighi politici e intense scene di guerra sono il piatto forte che sarà offerto agli spettatori.

Il film racconta di un gruppo di sociologi in missione in un paese in cui è in atto un conflitto armato, la Libia appunto. Nel corso delle loro ricerche il team di scienziati entra in possesso di alcuni dati pericolosi per il governo. Individuati, verranno rapiti e condotti in una prigione privata.

La trama del film è ispirata alla storia vera di Maxim Shugaley e Samer Sweifan, un sociologo russo e il suo traduttore arabo, arrestati in Libia lo scorso anno. Essi sono attualmente detenuti in una prigione privata situata nell’aeroporto di Mitiga, presso Tripoli, controllata dalla milizia Salafita “Rada”, legata al Ministero degli Interni del Governo di Accordo Nazionale (GNA) guidato da Fayez al Sarraj.

Dopo il rovesciamento e l’uccisione di Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia è precipitata in un conflitto civile tuttora in corso. Nel 2015 le opposte fazioni si sono accordate per comporre un governo di accordo nazionale (GNA), il cui mandato doveva concludersi alla fine del 2017, con una nuova Costituzione, libere elezioni e il disarmo del paese. Esito disatteso. Oggi il GNA è ancora in piedi, sostenuto da milizie irregolari e da gruppi fondamentalisti.

Nell’aprile del 2019 i combattimenti sono ripresi con intensità e vedono contrapposti i gruppi armati del GNA, che controlla Tripoli, all’Esercito Nazionale Libico (LNA) guidato dal feldmaresciallo Khalifa Haftar, sostenuto dal Parlamento di Tobruk e che controlla la parte orientale del paese. Le milizie islamiste fedeli al GNA sono supportate dalla Turchia, che le rifornisce di armi, truppe ed ex militanti veterani del conflitto in Siria.

Regista del film è il russo Denis Neimand. “Sugaley” non è il primo film ambientato nel conflitto libico. Nel 2016 uscì nelle sale “13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi” prodotto da Michael Bay, dedicato all’attacco terroristico contro il consolato americano di Bengasi, che ebbe luogo l’11settembre 2012, in cui rimase ucciso l’ambasciatore USA in Libia John Christopher Stevens.

Alessandro Sansoni
Alessandro Sansoni
Direttore del mensile CulturaIdentità
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