Piano europeo contro il cancro tra vino nocivo come il fumo e Nutriscore: a rischio l’agroalimentare Made in Italy

Razzolini (FdI): "Politiche per la tutela della salute non si trasformino in battaglie ideologiche contro le produzioni d'eccellenza venete e italiane"

Il consigliere regionale Tommaso Razzolini del gruppo consiliare Fratelli d’Italia – Giorgia interviene sul dibattito inerente la discussione odierna dell’Europarlamento sulla proposta di segnalare il pericolo per la salute sulle etichette degli alcolici, analogamente a quanto già accade per le sigarette, e sull’adozione del Nutriscore, nel contesto del “Beating Cancer Plan” della Commissione straordinaria contro il cancro.

Tematica di forte incidenza sul territorio veneto sul quale il consigliere Razzolini ha concentrato le proprie attenzioni in qualità di membro della Terza Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Veneto in tema di politiche agricole di interesse regionale, nazionale e comunitario.

“Il Piano europeo per la battaglia contro il cancro – dichiara Razzolini – ha di certo una grande valenza sociale e nei principi generali non può che essere condiviso, ma applicato così come previsto andrà a penalizzare duramente le eccellenze del comparto agroalimentare italiano, tra cui il mondo del vino, e di riflesso la promozione turistica e culturale dei territori rurali ”

“Ad essere davvero nocive per ciò che rappresenta ill fiore all’occhiello del sono le politiche europee – aggiunge il consigliere veneto di FdI – che con il nuovo Piano prevedrebbero tagli netti alla pubblicità e alla comunicazione commerciale degli alcolici e aumenti delle imposte. Con una flessione stimata del 30% dei consumi e del 35% del fatturato in meno”.

“In sintesi va detto che in Europa non traspare con sufficiente chiarezza la netta distinzione tra il consumo moderato e consapevole di alcuni prodotti – continua Razzolini – come ad esempio vino, la carne e i salumi, e l’abuso di questo prodotti. Le politiche di prevenzione contro il cancro e per la tutela della salute non si trasformino in battaglie ideologiche contro le produzioni tipiche e d’eccellenza italiane. Un concetto sottoscritto anche dalle Associazioni nazionali Città del vino e dell’olio e dai relativi Movimenti Turismo, oltre che dalla Federazione italiana delle Strade del vino, dell’olio e dei sapori e dall’Unione italiana vini”.

“A ciò si aggiunga che nella discussione entrerà anche il Nutriscore – chiosa l’esponente di FdI – il sistema di etichettatura dei prodotti alimentari di stampo francese basato su una scala cromatica che va dalla A alla E, e dove agli alcolici potrebbe essere riservata la lettera F, cioè il massimo livello di rischio. Così facendo l’Ue non tutela la salute dei cittadini, bensì criminalizza i singoli prodotti e le nostre eccellenze indipendentemente dalle quantità consumate”.

“Un sistema a cui mi ero già opposto insieme al gruppo di Fratelli d’Italia attraverso una mozione presentata in Consiglio regionale nel maggio scorso, e ben accolta dalla maggioranza, che contrastava l’adozione del Nutriscore, favorendo invece il modello di etichettatura Nutrinform Battery, maggiormente efficace perché basato sulle reali quantità di singoli ingredienti e nutrienti presenti nei cibi e la loro incidenza nella dieta giornaliera”.

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