Piano Strategico per lo Sviluppo della Capitale, ecco gli interventi necessari per la città di Roma

Parlare di Roma Capitale oggi, dopo una lunga fase di governo della città in cui è stato assente ogni disegno di sviluppo, richiede una visione che sappia ricondurre ad unità tematiche tra le più diverse, con aspettative tutte significanti, ma difficilmente riconducibili a uno stesso sentire o a uno stesso modo di essere.

Promuovere un nuovo progetto per Roma Capitale significa ricondurre la città al ruolo di grande attrattore che interpreta e realizza la sperimentazione di politiche, programmi, progetti di sviluppo, ambiente, formazione, ricerca, educazione e tecnologia.

Tra gli obiettivi previsti nel Piano Strategico per lo Sviluppo della Capitale, strumento essenziale per la programmazione degli interventi, quello di Roma Città Solidale è il più ambizioso: si compone di un’ampia serie di azioni volte a recuperare il senso di appartenenza alla comunità urbana, maggiore integrazione sociale, maggiore qualità degli spazi urbani, soluzioni al divario economico, soprattutto con interventi per incrementare l’offerta di occupazione in periferia.

 In alcune aree periferiche il degrado diffuso è frutto della forte frammentazione del tessuto urbano e sociale. Il tema progettuale della “Trasformazione delle periferie” prevede nuovi luoghi d’incontro, con i relativi servizi, per arti, musica, cultura, scienza, tecnologia. Per rivitalizzare, dunque, sotto il profilo culturale, sociale, urbanistico ed economico le periferie, anche attraverso nuovi flussi di turisti, studenti, sportivi, city users serve un sistema di trasporti efficace, efficiente e quanto mai, oggi, sostenibile. I nuovi comportamenti post pandemia valorizzano la prossimità e costituiscono l’occasione per consolidare le comunità locali con la dotazione di nuove attrezzature e di adeguati spazi pubblici.

 La città di Roma necessita di un programma integrato nei tre settori strategici (trasporti, infrastrutture, urbanistica) per la prossima Consiliatura che abbia come obiettivo generale e centrale la qualità dello spazio urbano nel territorio comunale, che è questione centrale, rilevante e urgente per la città.

 L’obiettivo della qualità deve essere inteso sia come miglioramento della qualità e della manutenzione nella città esistente, sia come introduzione di alti livelli di qualità delle attrezzature pubbliche nelle nuove urbanizzazioni, attraverso una nuova visione della mobilità sostenibile ed una adeguamento infrastrutturale dei servizi esistenti.

Spunti ed interventi che necessariamente prevedono:

  • Il potenziamento del trasporto pubblico in sede propria incrementando i corridoi del trasporto pubblico e le nuove linee a flusso intenso, riorganizzazione del sistema di accessibilità in linea con il programma di sviluppo delle nuove linee metropolitane, in coerenza con il quadro esigenziale di riammagliamento delle aree densamente abitate prive di accessibilità;
  • L’incremento della mobilità dolce, in particolare per la ciclabilità, su percorsi sistematici casa- o casa-studio utilizzabili quotidianamente;
  • La previsione di realizzazione delle grandi infrastrutture come il Corridoio Ovest ed il by-pass del Grande Raccordo Anulare;
  • La realizzazione di nuovi nodi di interscambio in corrispondenza delle direttici delle linee metropolitane, delle linee ferroviarie regionali ed adeguamento di quelli esistenti come i poli oppure i centri di servizi e attrezzature, quali i cd centri intermodali.

 

Considerando le risorse di cui dispone il Comune di Roma, l’Amministrazione destina parte dei rispettivi bilanci ad interventi per la mobilità pubblica. Su circa 16 miliardi Euro di spesa pubblica complessiva, il settore dei trasporti (e del diritto alla mobilità) risulta essere tra i più importanti in termini di spesa generale nel bilancio comunale (circa 2,7 miliardi di euro nel 2020). Le premesse ci sono tutte così come i tanti progetti dovuti alla città di Roma, ai residenti ed ai turisti della nostra capitale. Avanti tutta.

È quanto dichiarano il dirigente nazionale del Dipartimento Trasporti di Fratelli d’Italia, Marco Foti, e il dott. Errico Stravato.

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