Piscine, Capecchi (FdI): “Mesi fa era stata approvata una nostra mozione che chiedeva maggiore impegno alla Regione”

“Una bolletta da 60mila euro ha fatto chiudere l’impianto di Maresca sulla montagna pistoiese. La gestione delle piscine avrebbe richiesto un intervento con tanto di bando da parte della Regione”.

“La crisi strutturale nella gestione degli impianti sportivi, principalmente delle piscine, era noto da mesi a causa dell’aumento esponenziale del prezzo dell’energia. Per questo avevamo presentato una mozione, approvata dal Consiglio regionale, con cui si chiedeva un maggior impegno da parte della Regione. Già mesi fa avevamo raccolto l’allarme lanciato dalle società sportive che gestiscono le piscine e che ci avevano sottolineato l’impossibilità di continuare a sostenere costi stratosferici hanno fatto saltare il sistema, del resto non potevano essere aumentate a dismisura le tariffe per gli utenti, per coloro che fanno corsi per problemi fisici, per i bambini, per le persone con disabilità, per le persone che fanno nuoto agonistico. La gestione delle piscine avrebbe richiesto un intervento con tanto di bando da parte della Regione. Ma così non è stato, e adesso assistiamo alle prime chiusure iniziando dagli impianti delle zone più decentrate, che non avranno un appeal commerciale ma che hanno grande importanza per il territorio, come quello di Maresca sulla montagna pistoiese costretto alla chiusura da una bolletta da 60mila euro” dichiara il Consigliere regionale di FdI, Alessandro Capecchi, vicepresidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture.

“Avevamo anche chiesto alla Regione che rinunciasse a progetti faraonici come l’impianto del Pegaso, che non farà altro che aumentare le spese quando già ci sono impianti che non riescono a rimanere aperti, e avevamo chiesto anche un piano straordinario insieme agli enti coinvolti per garantire servizi fondamentali. Siccome gli enti locali sono in difficoltà, perché stanno subendo aumenti incontrollati che mettono a rischio la tenuta dei bilanci, la Regione avrebbe dovuto fare una regia di aiuto e sostegno economico definendo le priorità in base all’incidenza dei costi di gestione degli impianti. Con le piscine in testa visto i costi per mantenerle aperte sia nei mesi invernali che estivi” sottolinea Capecchi.

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