Piscine, Fratelli d’Italia: “La Regione segua l’esempio del Governo e investa più risorse per aiutare la gestione delle piscine esistenti come quella di Maresca”

“La piscina di Maresca, l’unica della montagna pistoiese, si trova in grave difficoltà economica”.

“Nel Decreto ristori quater il Governo ha investito ulteriori 10 milioni di euro sugli impianti sportivi, aumentando da 50 a 60 milioni il fondo a disposizione. E’ un segnale importante per il mondo dello sport dilettantistico per sostenere le gestioni dei vari impianti sul territorio nazionale. Alla luce del bando nazionale per contributi contro il caro bollette, la priorità dovrebbe essere quella di rafforzare la manutenzione e sostenere la gestione degli impianti esistenti perché ci sono grossi problemi a gestirli, soprattutto le piscine esistenti. La Regione, dunque, segua l’esempio del Governo e investa ancora nel sostenere la gestione della piscine esistenti come quella di Maresca, l’unica della montagna pistoiese e in difficoltà a causa del caro-energia. La piscina di Maresca è stata riaperta ma non si sa per quanto lo rimarrà; il gestore aveva partecipato ad un bando e per il momento può garantirne la gestione ma bisogna guardare al futuro, basta con il navigare sempre a vista” dichiarano il Consigliere regionale di Fdi, Alessandro Capecchi, vicepresidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture, il Consigliere provinciale Andrea Tonarelli e la consigliera comunale di San Marcello Chiara Venturi.

“Invece, mentre la piscina di Maresca è alle prese con le problematiche legate al caro bollette, il Presidente Giani, con una mossa da campagna elettorale, ha rilanciato la realizzazione del maxi impianto Pegaso a Firenze mettendo in conto altri 5 milioni senza, però, dare alcuna garanzia sulla gestione dell’impianto -sottolineano Capecchi, Tonarelli e Venturi- La Regione non ha ancora dato seguito alla mozione di Fratelli d’Italia approvata dal Consiglio regionale con cui si chiedeva un maggior impegno a sostegno degli impianti sportivi in grave crisi a causa dell’aumento esponenziale del prezzo dell’energia, soprattutto quelli delle zone più decentrate, costretti a fare i salti mortali per cercare di rimanere aperti”.

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