Plastic Tax e Sugar Tax ammazzano imprese e lavoratori: Fratelli d’Italia e il Piemonte dicono no.

Il no deciso, fermo, intransigente, motivato, alla e alla sugar tax, i nuovi folli balzelli partoriti dall’abbraccio mortale fra Pd e M5S, arriva da Fratelli d’Italia e in particolare dal Piemonte, dove l’assessore regionale al , Elena Chiorino, già quotidianamente alle prese con la delicata gestione di numerose crisi aziendali, che interessano in particolare il settore metalmeccanico, ha voluto fare il punto della situazione riunendo intorno a un tavolo tutti i protagonisti di un mercato, quello delle acque minerali e delle bibite gassate che, pur non essendo in crisi, rischia ora di subire un colpo ferale, entrando in una spirale negativa che mette a rischio posti di e investimenti. Investimenti, rinnovi contrattuali e nuove assunzioni che, come hanno confermato tutte le aziende presenti al tavolo, dalla San Benedetto alla Coca-Cola Italia, sono già stati boccati in attesa di capire effettivamente l’impatto che le due di marca giallorossa avranno sul mercato. E, ad oggi, le previsioni sono decisamente preoccupanti.

Spiega l’assessore di Fratelli d’Italia: «Dopo la decisione di inserire le sulla plastica e sulle bevande dolci (saranno infatti tassate anche quelle contenenti dolcificanti senza zucchero, alla faccia della motivazione salutista… ndr) sono stata contattata da alcune aziende che hanno stabilimenti produttivi e di imbottigliamento in Piemonte e mi sono subito attivata per comprendere che cosa stava succedendo e soprattutto che cosa sarebbe successo nei prossimi mesi. E, purtroppo, parlando con gli imprenditori interessati da queste due , mi sono resa immediatamente conto che non c’era più un minuto da perdere per tentare di fermare o, perlomeno, di porre rimedio, a un provvedimento che rischia di innescare nuove crisi aziendali e incidere negativamente sull’, che è l’ultima cosa che il Piemonte e l’Italia hanno bisogno in questo momento».

Già, perché l’ideologia ambientalista più radicale (e, in questo caso, pure falsa perché basata su ) unita con il dogma della decrescita felice, sta compiendo il «delitto perfetto»: andare a danneggiare gravemente comparti – quelli della plastica e quello del beverage – che funzionano e garantiscono un indotto di migliaia di posti di . Perché le inserite dal governo Conte non soltanto sono immotivate, ma anche sproporzionate. Per capirlo basta un esempio: soltanto il gruppo San Benedetto, che fattura circa 700 milioni di euro, ha dichiarato che subirà un aumento di spesa di 105 milioni di euro. «Fratelli d’Italia – osserva ancora Chiorino – da anni si batte per un uso responsabile della plastica e per una maggiore sensibilizzazione riguardo alla raccolta differenziata, mettendo la tutela dell’ tra le sue priorità. Qui però siamo di fronte a un’azione che nulla ha a che vedere con i buoni propositi ambientalisti. Al contrario siamo al cospetto di un provvedimento irresponsabile, scriteriato, sproporzionato, teso soltanto a fare cassa sulle spalle di una parte di Paese che funziona. Si vanno a colpire aziende sane e lavoratori proprio quando occorrerebbe fare esattamente l’opposto».

I numeri fanno impressione: soltanto in Piemonte vengono imbottigliati circa 2,8 miliardi di litri di acqua minerale con 27 concessioni attive. Un movimento che rappresenta un terzo dell’intero mercato Italiano e settore che vale oltre 500 milioni di euro e un giro d’affari altrettanto importante per l’indotto, occupando oltre 1000 lavoratori diretti e altri 4000 tra indotto e stagionali. Mineracqua e Assobibe, le due principali associazioni di categoria, stimano intorno al 20 per cento il potenziale calo di fatturato provocato da e sugar tax. Per dirla con una parola, una catastrofe industriale.

«Dobbiamo intervenire subito, fare il possibile per tutelare aziende e lavoratori – conclude Chiorino – Con un governo così irresponsabile e sconsiderato, che tutela i “professionisti del divano”, con il reddito di cittadinanza e che allo stesso tempo uccide e lavoro, le Regioni debbano fare la loro parte. Proporrò ai miei colleghi assessori la redazione di un documento comune da presentare in Conferenza Stato-Regioni, per individuare soluzioni e tentare di ridurre quanto più possibile gli effetti nefasti della e della sugar tax. Dobbiamo difendere le nostre eccellenze, le nostre aziende e i nostri lavoratori dai danni provocati da questi incompetenti. L’Italia non può più permettersi di navigare a vista, senza uno straccio di piano industriale e nemmeno di una visione strategica per il futuro».

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