Pnrr. Trasporti: governo e Ue dimenticano smart road

“Il PNRR approvato dalla Commissione europea trascura le indicazioni fornite dalla stessa sulle smart road. E così sia l’Unione europea e sia il governo italiano trascurano le smart road. Della serie, predicare bene e razzolare male, anzi malissimo. E pensare che l’ex Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il decreto del 28 febbraio 2018, denominato appunto ‘decreto Smart Road’, istituisce le strade intelligenti ed introduce il concetto di guida autonoma in Italia. Secondo il decreto ministeriale i primi interventi dovevano riguardare le tratte autostradali o statali di nuova realizzazione oppure oggetto di manutenzione straordinaria. In particolare, in una prima fase di sperimentazione entro il 2025, il DM prevedeva interventi sulle infrastrutture italiane appartenenti alla rete europea TEN-T e su tutta la rete autostradale e statale. Ed entro il 2030, appunto, i servizi dovrebbero essere estesi a tutta la rete del Sistema nazionale integrato dei trasporti. Sulla carta i progetti sono tanti e le tratte interessate sono importanti assi strategici nazionali: oltre al Grande Raccordo Anulare di Roma (A90) e l’A91 per l’Aeroporto di Fiumicino, l’itinerario E45-E55 Orte-Mestre, la Strada Statale 51 di Alemagna (unico tratto sperimentale tra Longarone e Cortina), la Tangenziale di Catania, la A19 Palermo-Catania e la Salerno-Reggio Calabria (A2 – Autostrada del Mediterraneo). E chi è l’interlocutore? L’Anas, appunto, che ricorda come le ‘smart road’ siano funzionali alla crescita di un Paese più sostenibile, ma che purtroppo sono state completamente dimenticate dal Recovery Plan. E l’obiettivo di ridurre del 50 per cento gli incidenti stradali entro il 2030 si allontana sempre di più. Lo stesso MIMS, nell’ultima relazione annuale delle attività svolte nel corso del 2020 dall’Osservatorio, in linea con gli obiettivi “green” considera l’innovazione il vero motore della sostenibilità, richiamando l’attenzione sul perseguire alcuni fra i più importanti obiettivi nazionali ed europei quali la riduzione dell’incidentalità stradale e una mobilità sempre più sostenibile, sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Il tutto senza alcun riferimento e richiamo nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato da quella Commissione Europea che ha fatto delle strade intelligenti un cavallo di battaglia degli ultimi. Saprà il presidente del Consiglio sopperire a questa grave dimenticanza? Fratelli d’Italia segnala e annunciamo che su questo punto saremo vigili”.

Lo dichiarano il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, responsabile nazionale del Dipartimento trasporti e Marco Foti, componente del Dipartimento trasporti.

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