Politicamente corretti: anche la Stampa scopre lo Svezistan.

Era il 19 maggio 2019 quando il del neo direttore Sangiuliano finiva in una bufera mediatica a seguito di un servizio sulla Svezia che provocò la reazione dell’ambasciatore in persona.

La vicenda

Il servizio del fu realizzato dalla giornalista Manuela Moreno, la quale si impegnò a imprimere un’immagine chiara della situazione, intervistando quante più persone possibili, dagli imam ai professori esperti di Islam e terrorismo, dagli analisti geopolitici al capo della Comunità ebraica, dalla gente ai rappresentanti di ogni parte .
Il reportage che ne uscì, documentò una crisi dell’integrazione e del modello multiculturale svedese.

L’ambasciata della Svezia non ne fu contenta e mandò una nota scritta ufficiale alla direzione del affermando che “nel servizio mandato in onda ci sono diverse affermazioni errate”. La non ritrattò e il telegiornale venne condanntno e sanzionato dagli organi competenti, mentre sul web venne additato come il “tg dell’estrema destra”.

Il reportage de La

Come ha fatto notare il consigliere d’amministrazione della , Giampaolo Rossi, il giornale La , a distanza di diversi anni, conferma quanto emerso dal nel reportage della Moreno.
La infatti pubblica un articolo in cui si evince che in Svezia crescono i crimini contro i luoghi religiosi, inoltre lo Stato per riuscire a ristabilire un di serenità interculturale, si è trovato costretto a stanziare due milioni di Euro per la .
In Svezia si registrano atti vandalici contro i simboli religiosi, lapidi e tombe profanate e distrutte, bersaglio di attacchi terroristici e di lanci di molotov, guerre tra gang a cui non si riesce a mettere la parola fine.

Scrive Rossi sul suo profilo . “Maggio 2019 , : un doppio reportage di Manuela Moreno dalla Svezia documenta la crisi dell’integrazione e del modello multiculturale. L’ambasciata svedese protesta, la Fnsi condanna, l’AgCom sanziona (la ). Oggi ‘La Stampa’, partendo dalla crescente anticristiana nel Paese, conferma quello che il diceva quasi due anni fa. In attesa che i paladini istituzionali del politicamente corretto chiedano scusa alla , un grazie a Manuela Moreno e al Tg2 per un giornalismo coraggioso e anti-conformista che rende onore al Servizio Pubblico”.

Il giornalista de La Stampa, partendo dal dato crescente delle violenze anticristiane nel Paese, è arrivato alla stessa conclusione del servizio del Tg2 di due anni prima.

Come richiesto anche da Giampaolo Rossi, aspettiamo che i paladini istituzionali e non del politicamente corretto chiedano scusa alla Rai. Grazie a tutti i giornalisti che con coraggio e anticonformismo portano avanti questo nobile lavoro lottando affinché la verità non venga mai nascosta.

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