Pose teatrali e sfiducia nella politica

Si assiste, oggigiorno, all’abuso di termini come “fascismo”, “nazismo” e “comunismo”, applicandoli a realtà e vicende del tutto differenti. Si presta il fianco all’anacronismo astorico e alla ricostruzione parziale e denigratoria. Il minestrone viene condito, infine, con un filo di revanscismo d’annata, pretestuoso e ancor più fantasioso.

La destra italiana non è nostalgica, reazionaria o di nero vestita. E la sinistra sembra avere reciso, da tempo, il cordone ombelicale che la teneva legata alla tradizione comunista. La bandiera arcobaleno ha soppiantato quella rossa; la falce e il martello fanno compagnia allo scudo crociato, accatastati nelle discariche abbandonate delle ideologie passate.

La sinistra è progressista, la destra, invece, conservatrice. Lo scontro tra i differenti attori muove spesso dall’accusa di sapere di vecchio, di incarnare un male antico, un ritorno dagli inferi della memoria. Morti viventi che barcollano tra noi, insomma. Sarebbe ridicolo se non fosse disonesto intellettualmente.

L’esito nefasto di simili discussioni è il rifiuto, il rigetto, delle forme attive, e rappresentative, del dialogo politico, nonché dell’esercizio libero del diritto di voto. Preoccupa la fuga degli elettori, il disgusto emerso, il no grazie urlato a squarciagola da milioni di italiani. Il partito del disimpegno ha vinto su quello dello scontento, come certifica il crollo dei pentastellati. Urge recuperare quel clima di rispetto, e di confronto sui temi, che permise ad Almirante e a Berlinguer di costruire nella differenza.

Un incrocio tra uomini e visioni agli antipodi, in grado di generare grandezza e prosperità, autorevolezza, entusiasmo e bagliori di speranza. Offendersi reciprocamente, insultarsi, invocare la mano armata della magistratura, puntare il dito verso l’altro: pose teatrali che hanno ormai stancato l’opinione pubblica, divenuta sorda e cieca a simili bagarre da palazzo, o da salotto televisivo.

Luca Bugada
Luca Bugada
Luca Bugada, dottore magistrale in filosofia e in scienze storiche, insegnante, collabora con diverse testate giornalistiche e scientifiche, promuovendo cultura e memoria del sapere. "Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare" (Lucio Anneo Seneca)

1 commento

  1. Tutto vero. In più, diciamo la verità, sostenendo a spada tratta l’Ucraina il PD rinnega completamente le sue radici comuniste ! Ed è un peccato, visto che la difesa del proletariato e dei lavoratori erano i baluardi del comunismo… Questi del PD non difendono un lavoratore che sia uno, figuriamoci i proletari… fanno loro concorrenza sleale importando lavoratori senza diritti e senza pretese grazie alle ONG operanti nel Mediterraneo… solo stasera ho sentito di 13 sbarchi a Lampedusa con 500 persone sbarcate… I proletari siciliani e italiani sono totalmente indifesi rispetto a questi poveracci che arrivano, ampiamente tutelati dal PD !

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