Presentati i simboli dei partiti per le prossime Europee

Pioveva a Roma mentre i rappresentanti dei grandi partiti così come quelli di liste sconosciute si sono accalcati al Ministero degli interni per consegnare i simboli in vista delle prossime elezioni europee del 26 di Maggio. E a ben vedere, c’ è di tutto…
Una in splendida forma ha provveduto a presentare il simbolo di Fratelli d’Italia che ora contiene anche la scritta “Sovranisti conservatori”, il tutto a pochissimi giorni dall’incontro con il leader e presidente del partito di governo polacco PiS (Diritto e Giustizia), Jarosław Kaczyński. Momento positivo questo per la e il suo partito. Fratelli d’Italia è dato in costante crescita, e si assesterebbe ora al 5,4% per Euromedia (di Alessandra Ghisleri ) e al 5% per Piepoli ( Istituto Piepoli). Sembra infatti che la gente cominci a capire il progetto di Fratelli d’Italia che vede al primo posto gli italiani e i loro interessi ed eventualmente dopo, tutto il resto.
Non si è visto il rappresentante dem. In realtà, il PD aveva già provveduto a presentare il simbolo alcuni giorni fa. Al Ministero direttamente il nuovo segretario, Nicola Zingaretti che, per l’occasione aveva adottato come slogan quello che è scritto sul simbolo: “Siamo Europei”. Meglio per lui, così almeno può giustificare la sua idiosincrasia ai congiuntivi, che sbaglia più di Di Maio.
Casapound deve invece raccogliere le firme per riuscire ad entrare nella scheda elettorale. Dice Di Stefano: “All’Europarlamento rappresenteremo quei temi abbandonati da e Di Maio. Noi vogliamo uscire dall’euro e dalla Ue. Bisogna ripartire da zero. Fuori dalla Ue, potremmo essere il Giappone d’Europa”. Un progetto un filo pretenzioso soprattutto per chi non ha un grande seguito a livello nazionale, ma che potrebbe spendere meglio le sue carte impegnandosi di più ed esclusivamente a livello locale.
Silvio Berlusconi, una volta tanto, evidentemente impegnato in altro, non fa troppo clamore sul simbolo che è il solito con l’aggiunta della scritta “Per cambiare l’Europa”. Certo è che se per cambiare l’Europa Berlusconi intende portare avanti la leadership di Tajani e la permanenza nel PPE della Merkel, stiamo freschi.
La Lega si presenta con lo stesso simbolo delle politiche, anche perché ultimamente ha cambiato spesso “immagine” e c’è sempre il rischio che poi l’elettore faccia confusione. “Noi siamo la Lega premier e come tali ci comportiamo. In vista c’è un grande risultato, non sono i sondaggi che contano ma i voti. Credo che avremo una grande rappresentanza al Parlamento europeo e quindi avremo la possibilità, alleandoci con altri Paesi, di poter cambiare finalmente in meglio questa Europa”, annuncia non senza un orgoglio un po’ spocchioso il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. A volte certi atteggiamenti trionfalistici bisognerebbe contenerli, non perché la Lega non abbia di che gioire, ma perché poi il tempo passa, e le situazioni cambiano, e certe promesse strombazzate e non mantenute facilmente ti vengono rinfacciate. Atteggiamento da menagramo il nostro? Può essere, ma senza cattiveria.
Il MoVimento 5stelle ha mandato a consegnare il simbolo l’avvocato Pier Francesco Bruno, legale di Virginia Raggi – che però ci ha tenuto a precisare di aver ricevuto l’incarico da Di Maio – e che ha tenuto un basso profilo, tanto a fare confusione ci pensa già Di Maio. Il vicepresidente del consiglio ad accusare il suo alleato e altro vicepresidente, Matteo Renzi, a volersi alleare con partiti che negano la shoah, il tutto alla maniera grillina, e cioè mai facendo i nomi, ma parlando in maniera generale. Del resto in qualche modo campagna elettorale la devi pur fare.
Data un’occhiata ai simboli dei principali partiti, possiamo sorridere osservando certi simboli presentati da liste minori e che probabilmente non vedremo mai sulla scheda. C’è il Partito Internettiano di Francesco Millino, che così presenta la sua creatura: “Contestiamo questa Europa che affligge i popoli con l’austerità, che si contrappone al benessere diffuso della società”. C’è poi la signora Mirella Cece, in tutto il suo splendore determinato anche da un truccatore che forse ha preso spunto dalla compianta Moira Orfei, e che presenta il simbolo del suo partito: Sacro Romano Impero Cattolico. A chi le dice che non arriverà sulla scheda, lei sorride: “Normale”, risponde commenta, “noi siamo monarchici”… Monarchici nel senso di seguaci di Carlo Magno? Presenta anche il Partito Animalista. Cristiano Ceriello, presidente, dice: “Puntiamo al riconoscimento giuridico animali, al miglioramento delle condizioni degli animali nell’industria, e allo stop immediato della plastica a uso commerciale”.
Non poteva poi non esserci l’immancabile Mario Adinolfi, con la sua creatura Popolo della Famiglia – Alternativa Popolare. “Questa Europa”, dice Adinolfi, “è senza cuore, noi diciamo no a un’Europa delle banche e senza cuore, vogliamo un’Europa delle famiglie. Questa Europa ha bisogno di un cuore”… e buon San Valentino.

RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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