giovedì, Settembre 24, 2020

Primavalle, un rogo che brucia ancora

«In Italia esistono vittime del terrorismo di serie A e di serie B: la nostra esistenza è stata sconvolta, dalla notte di quel 16 aprile 1973 non abbiamo più vissuto, ma solo sopravvissuto, eppure il Presidente dell’Associazione delle vittime del terrorismo non l’ho mai incontrato. Non mi interessa che il Presidente della Repubblica riceva anche me al Quirinale, ma chiedo giustizia per la memoria dei miei fratelli Stefano e Virgilio »: queste le parole vibranti di emozione con cui Antonella Mattei ha concluso il suo intervento nel corso della conferenza stampa presso la Camera dei Deputati durante la quale è stato presentato il nuovo fumetto della casa editrice Ferrogallico, intitolato appunto “Il rogo di Primavalle. L’omicidio politicamente corretto dei fratelli Mattei” (Milano 2018, € 14,00).

A fare gli onori di casa è stato l’On. Carlo Fidanza, il quale, ricollegandosi alle polemiche di questi giorni in merito all’intitolazione a Giorgio Almirante di una via di Roma, caratterizzate dalla ricerca di presunte efferatezze nel curriculum dello storico leader missino, ha evidenziato come invece all’epoca gli autori dell’attentato godettero di un’ampia solidarietà nella sinistra e tra i sedicenti intellettuali.

In rappresentanza della casa editrice milanese è intervenuto Federico Goglio (conosciuto anche come Skoll allorché sale sul palco dei suoi concerti di rock identitario) che ha ricordato che un anno fa veniva presentata la pubblicazione dedicata a Sergio Ramelli, vittima dell’antifascismo militante milanese di quei cupi anni Settanta: «Si è trattato dell’inizio di un’avventura editoriale – ha affermato l’editore – ed i due albi sono concatenati se si pensa che in una tavola Sergio e la sua fidanzata parlano proprio della strage di Primavalle. Questa tragica vicenda rappresenta un rovesciamento dei ruoli: i “rivoluzionari”provengono dalla borghesia, le vittime sono i figli di un proletario della periferia romana».

La sceneggiatura del fumetto reca in calce la firma di Anna Maria Gravino: «La famiglia Mattei – spiega la giornalista del Secolo d’Italia – è stata colpita duramente nel suo diritto di avere un’idea politica. Mario, il padre di famiglia, era il segretario di una sezione missina in una borgata popolare romana ed egli rappresentava l’anima votata al sociale del suo partito» L’odio politico dei militanti di Potere Operaio negò a lui e a tanti altri il diritto di esistere, giungendo ad affermare a parole e coi fatti che uccidere un fascista non costituiva un reato.

Particolarmente toccante è stato l’intervento di Antonella Mattei, attiva nel tutelare la memoria dei suoi fratelli all’interno di una specifica fondazione: «Eravamo sei fratelli, mamma faceva la domestica e papà l’impiegato comunale che nel fine settimana arrotondava con lavoretti da imbianchino per mantenerci dignitosamente – ha spiegato la sorella delle vittime di Primavalle – e chi colpì la nostra famiglia non voleva compiere una semplice intimidazione. Versare e poi dare fuoco a dodici litri di benzina denota una premeditazione del crimine finalizzata ad arrecare il maggior danno possibile». Virgilio morì nel vano tentativo di portare in salvo Stefano e di lui rimasero solo una collanina ed un anello, della salma carbonizzata del fratellino non restò nulla. «La nostra esistenza risultò sconvolta – prosegue la Mattei – anche perché nei nostri genitori rimaneva il senso di colpa per le idee che avevano professato attirandosi un così spietato odio addosso. Nel mio piccolo io dovetti cambiare scuola perché giungevano continuamente telefonate anonime che minacciavano azioni che avrebbero potuto colpire anche i miei compagni di classe. L’istituto delle case popolari non voleva più trovarci un nuovo alloggio e fu grazie all’interessamento di alcuni esponenti del Movimento Sociale Italiano che riuscimmo ad avere una casa in cui vivere»

A tal proposito è stato ricordato che il fascicolo presenta anche una prefazione dell’avvocato Giuseppe Valentino, oggi Presidente della Fondazione Alleanza Nazionale e all’epoca avvocato del collegio difensivo della famiglia Mattei.

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Il Vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli ha considerato questo fumetto uno strumento eccezionale per raccontare questa tragica pagina di storia italiana: «La Destra ha un’attrazione fatale per la memoria – ha affermato il parlamentare romano – ma oggi non dobbiamo più svolgere soltanto opera di testimonianza come fecero i figli di un altro tempo che vissero nella terribile stagione politica descritta in queste pagine. Siamo, infatti, chiamati a sperimentare la condivisione della memoria. La pacificazione nazionale deve essere condivisa dopo le tragedie della Seconda guerra mondiale culminate nella Guerra civile e proseguite con una nuova guerra civile strisciante di cui la nostra comunità politica fu vittima» L’auspicio è che Stefano e Virgilio Mattei possano diventare un simbolo riconosciuto in tutta Italia delle vittime di un’epoca di odio e di violenza che ha mietuto morti e feriti ancora in attesa di giustizia.

Intervenendo dal pubblico, il Vicepresidente del Senato Ignazio La Russa ha rammentato che all’epoca era segretario del Fronte della Gioventù di Milano e conserva ancora un ricordo vivido di quelle giornate, anticipate nel capoluogo lombardo da incidenti e scontri tra militanti dell’organizzazione giovanile missina e forze dell’ordine: «La cosa più atroce – ha sottolineato La Russa – fu la ricostruzione dei fatti avvenuta dopo l’eccidio: la tesi della faida interna missina scaricò le responsabilità sull’attivismo di Mario Mattei, mentre Soccorso rosso e altri ambienti della sinistra si spendevano a sostegno dell’innocenza dei criminali che appiccarono il fuoco»

A dimostrazione che un certo clima intimidatorio è ancora lungi dall’estinguersi, Federico Goglio ha concluso segnalando che la disegnatrice, molto nota nell’ambiente dei fumetti e non solo, ha dovuto firmare sotto pseudonimo di Valeria Manto per paura di ricadute nell’ambito professionale. Primavalle insomma rappresenta una ferita ancora aperta nel cuore della famiglia Mattei e della comunità politica di Fratelli d’Italia che ha promosso questa presentazione, ma anche una macchia nella coscienza nazionale con cui in tanti hanno paura di confrontarsi.

Lorenzo Salimbeni
Lorenzo Salimbeni
Lorenzo Salimbeni (Trieste, 1978) ricercatore storico freelance e giornalista pubblicista. Collabora con le associazioni patriottiche, di ricerche storiche e degli esuli istriani, fiumani e dalmati; si occupa di storia del confine orientale italiano e delle guerre mondiali nei Balcani.
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