Prosecco, dibattito sul codice di autoregolamentazione tra i Consorzi Doc e Docg

Razzolini (FdI): “Inaccettabile togliere il termine Superiore al Conegliano Valdobbiadene. Sacrilegio cancellare le differenze che rendono unica l’area storica di produzione".

Il consigliere regionale Tommaso Razzolini del gruppo consiliare Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni, interviene sulla discussione inerente le proposte di accordo per il nuovo Codice ministeriale di autoregolamentazione tra i 3 Consorzi del Prosecco Doc, Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Docg, argomento sensibile per il consigliere Razzolini in qualità di membro della Terza Commissione consiliare permanente in tema di politiche agricole d’interesse regionale e nazionale.

“Come già espresso in riferimento all’ipotesi di unificazione tra i Consorzi Doc e Docg, al di là di ogni legittima opinione emersa nel dibattito in corso, è importante ribadire quanto l’identità del vino Prosecco sia indissolubilmente legata al territorio collinare compreso tra Valdobbiadene e Conegliano, che già oggi quale denominazione di origine controllata e garantita rappresenta il vertice della piramide qualitativa per le sue ineguagliabili caratteristiche determinate dal suolo e dal microclima di collina”.

“Per questo motivo, se quanto emerso negli ultimi giorni fosse confermato, non è accettabile che il Consorzio Doc chieda alla Docg di togliere termine ‘Superiore’ al Prosecco della denominazione delle colline di Conegliano Valdobbiadene. Una parola che sottolinea la valenza dell’area storica di produzione dove il fenomeno Prosecco è nato, cresciuto e diventato grande nel mondo grazie alla didattica e alla formazione della scuola enologica di Conegliano da una parte e al instancabile di tutti quei viticoltori ed enotecnici di collina capaci di far rinascere un territorio a partire dal secondo dopo guerra. Ciò non significa fare dei distinguo tra migliori e peggiori, superiori e inferiori, ma riconoscere come la viticoltura di collina sia diametralmente opposta a quella di altre zone che nulla hanno a che fare con essa per storicità, paesaggio, tradizione, lavorazioni e caratteristiche. Un aspetto che spesso meriterebbe più rispetto”.

“Mi auguro che certe indiscrezioni sul disegno del nuovo Codice di autoregolamentazione tra i 3 Consorzi siano il frutto di una mal interpretazione di alcune dichiarazioni riportare dalla stampa. E che si possa dialogare al più presto per una soluzione condivisa a favore del vino italiano più esportato al mondo, tutelando la piramide qualitativa che indica delle differenze di valore sulla base delle oggettive caratteristiche del suolo dell’area storica collinare di produzione quale punta di diamante dell’intero sistema Prosecco. Cancellarle sarebbe un sacrilegio. E se perdiamo il valore della differenza dei vigneti di collina, a farne le spese sarà l’intero sistema Prosecco. Appiattendo la piramide qualitativa perdiamo tutti”.

Così il consigliere regionale Tommaso Razzolini del gruppo consiliare Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni.

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