Qualcuno fermi il “Sultano” Erdogan!

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Occhi di bambini sbarrati in corpi dilaniati da ustioni, braccia e gambe piegate, cadaveri sparsi per strada: si contano già centinaia di morti  da mercoledì, quando Ankara ha dato il via all’offensiva “Fonte di pace”. L’esercito del Sultano ha già bombardato i quartieri cristiani di Qamishli e accerchiato le città di Ras al-Ain e Tal Abyad, causando la fuga di decine di migliaia di civili curdi. Sembra di leggere un libro di storia, ma invece è quello che sta accadendo in questi giorni, dopo che la Turchia ha deciso di attaccare la Siria del nord, dove vivono gli indipendentisti Curdi. Il tutto nel silenzio totale della UE e della cosiddetta “comunità internazionale”.
Sarebbero almeno sei le persone ricoverate con strane ustioni all’ospedale Popolare di Hasakah. Le autorità sanitarie del Rojava hanno lanciato una richiesta di aiuto, non ce la fanno ad assistere tutti i feriti che arrivano dal fronte, dove la battaglia infuria, e lanciano anche un altro grido di allarme “queste ferite non sono quelle abituali”, temono che siano state usate armi proibite; molto probabilmente fosforo bianco.
L’uso di questo tipo di armi è devastante. Le particelle incandescenti di fosforo bianco penetrano profondamente nella pelle, fino a fondere l’epidermide, la carne e le ossa, provocando ustioni chimiche multiple che possono continuare a bruciare all’interno del corpo, anche in assenza di ossigeno.
Questa arma era stata utilizzata dagli Stati Uniti in Vietnam, dall’esercito russo contro i Ceceni … o dal dittatore Saddam Hussein contro i Curdi iracheni.
La notizia di oggi, subito dopo smentita dai fatti, è stata quella di un’apparente tregua dichiarata da Trump su Twitter con parole odiose e sciocche “Turchi e curdi sono due bambini, li ho fatti combattere un po’…”
Nel frattempo però, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono morte oltre 500 persone, tra cui decine di civili, in gran parte curdi. Sembra inoltre che siano ancora in atto “sporadici combattimenti” a Ras al-Ain, città al confine tra Siria e Turchia. Gli stessi curdi denunciano nuovi colpi di artiglieria delle forze militari turche dopo il cessate il fuoco.
E al di là delle strette di mano a favore di videocamera, nella partita siriana sembra ormai chiaro che a perdere saranno soprattutto, forse solamente, i curdi. Guardiamo increduli le foto di bambini dilaniati dai bombardamenti e non possiamo che domandarci a cosa diavolo serva l’Unione Europea e la Nato! In queste ore si sono alzate solo timide voci di protesta.
E alle blande proteste europee, Erdogan ha risposto invece con forza, arrivando a minacciare l’Europa: «Se l’Ue ci accuserà di occupazione della Siria e ostacolerà la nostra operazione militare, apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi». Un’Europa inutile e vigliacca, che ha dato 7 miliardi di euro alla Turchia per fermare i migranti ed adesso si fa ricattare da Erdogan.
E la debolezza mostrata dall’Ue fa il paio con quella della Nato. In un’imbarazzata intervista sul Corriere, il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che parlerà presto con Erdogan e gli dirà di «contenersi e di evitare perdite civili con azioni proporzionate e misurate». Davvero sono queste le parole che ci possiamo attendere dall’organizzazione mondiale nata con lo scopo di mantenere la pace?
E noi? Riusciremo a distogliere lo sguardo da questo genocidio? Da quei bambini terrorizzati che hanno gli stessi occhi dei nostri figli? La causa curda non può trovarci indifferenti.
I curdi sono stati gli unici in grado di fermare l’avanzata dell’Isis ed in queste ore l’Occidente sta permettendo questo massacro  da parte di una nazione, che invece con l’Isis ha avuto rapporti di complicità fin dall’inizio. E’ davvero arrivata l’ora che qualcuno prenda una posizione chiara e forte, e invece assistiamo ad un silenzio assordante, imbarazzante per tutta la nostra generazione.
Papa Ratzinger, da Cardinale aveva pronunciato parole profetiche sulla Turchia: “la Turchia ha poco da spartire con l’Europa: perciò sarebbe un errore grande inglobarla nell’Unione Europea”.
Da Bergoglio invece nessuna parola di condanna.
Letizia Giorgianni
Letizia Giorgianni
O te ne stai in un angolo a compiangerti per quello che ti accade o ti rimbocchi le maniche, con la convinzione che il destino non sia scritto. Per il resto faccio cose, vedo gente e combatto contro ingiustizie e banche. Se vuoi segnalarmi qualcosa scrivimi a info@letiziagiorgianni.it
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