Quarta Repubblica, Giorgia Meloni intervistata da Porro: “Tele Meloni? Non c’è più Tele PD, è questo il problema della sinistra”

Le elezioni europee sono alle porte e la campagna denigratoria della sinistra, unica arma contemplata dagli amici “democratici”, nei confronti di e della maggioranza, continua senza sosta. Dall'accusa di censura con il servizio pubblico pilotato dell'Annunziata, alla provocazione lanciata alla Premier Giorgia , dall'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, sulla richiesta di dimissioni nel caso in cui non passasse il sulle riforme. “Adesso purtroppo non mi posso dimettere neanche volendo, perché tra le poche regole che mi sono data nella vita c'è quella di fare esattamente il contrario di quello che ha fatto Matteo Renzi”.  Ha risposto ironicamente Giorgia Meloni, ospite su rete4 da Porro, a Quarta Repubblica ieri sera.

Sulla polemica della censura sbandierata dalla sinistra,  Meloni comincia dal racconto dell'episodio del Salone del libro di Torino: “Quando ho scritto il mio libro non mi hanno invitato al Salone del libro perché sono un politico, poi però trovo che Schlein, Renzi, Boldrini e Monti il loro libro lì l'hanno presentato. Ho pubblicato il monologo di Scurati sui miei social perché so cos'è la censura”. 

Il Presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema della tv di Stato, altra accusa usata spesso dall'opposizione: “Mi interessa che ci sia finalmente un servizio pubblico plurale e libero,  che non sia più Tele Pd. Non accettano che io sia una persona che non segue la loro agenda. Capisco la loro difficoltà, perché hanno scommesso sul nostro fallimento e hanno perso. Saviano sta tornando in Rai. La censura è quella che vogliono fare gli altri. La Rai deve essere plurale e dare spazio a tutti. Quando l'Annunziata lasciava la Rai diceva che non era d'accordo con il governo, io mi sono limitata a dire che si dimetteva per candidarsi alle europee e lei si è indignata, poi si è visto come è andata”.

Meloni, “La sinistra ha scommesso e perso. Capisco la loro difficoltà nell'ammetterlo.”

Un altro grande limite della sinistra, è infatti quello di pensare di valere più degli altri, nonostante le varie scommesse perse nell'ultimo anno, sul fallimento generale del governo, che è rimasta solo una loro narrazione distorta, totalmente distante dalla realtà dei fatti. Poi la premier, rispondendo ad una domanda posta da Porro,  ha spiegato com'è nata l'idea del saluto rivolto a Vincenzo De Luca a Caivano. “Ci ho pensato mentre ero in macchina e mi hanno detto: c'è il presidente De Luca”. Così Giorgia Meloni ha raccontato la genesi del saluto a Caivano al governatore della Campania Vincenzo De Luca. “Se mi viene in mente di fare una cosa, tendenzialmente io la faccio”, ha osservato, una delle tante cose non contemplata dall'opposizione.

Meloni, riforma giustizia: “Questa riforma la faccio perchè credo nel valore della magistratura.”

 Nel corso dell'intervista, tanti sono stati i temi affrontati, dalla interna, estera, all'. Uno dei dossier più importanti trattati, è stato quello sulla riforma giustizia, tema molto caro a Porro, sottolineato dallo stesso nella domanda rivolta alla Premier.

‘'Io faccio questa riforma perché ho rispetto della magistratura. Ho iniziato a fare politica quando hanno ucciso il giudice Paolo Borsellino e prima ancora, Giovanni Falcone. Ho un enorme rispetto per i servitori dello Stato, che si rifiutano di aderire ad una corrente politicizzata della magistratura, per veder riconosciuto il loro valore. Noi interveniamo con una norma di buon senso che si basa su alcune cose semplici, separazione delle carriere per stabilire un maggior equilibrio tra accusa e difesa, e che serve a valorizzare la terzietà del giudice. Una riforma rafforzativa per il ruolo della magistratura.''

Parlando di Mattarella, il presidente del Consiglio ha detto: “Vedo continuamente un tentativo di tirarlo nelle beghe della politica, mancandogli così di rispetto”. Tuttavia, ha spiegato, non si è andati sul “semi-presidenzialismo alla francese” per venire incontro alle opposizioni che chiedevano di “non toccare i poteri del presidente della Repubblica”. Ho deciso di cambiare riforma e loro non hanno fatto in tempo ad aggiornare la strategia, per cui continuano a nascondersi, a trincerarsi dietro la difesa del Capo dello Stato”.

Ancora una volta, viene smentita la visione catastrofica riportata a sinistra sull'operato del governo e sul racconto del “mostro di Giorgia Meloni”, immagine ormai monotona e ripetitiva, oltre che falsa, che ormai ha perso definitivamente di credibilità.

Veronica Passaretti
Veronica Passaretti
Sono nata il 1/01/2000, esattamente la prima nata del millennio. Da sempre innamorata della politica, tanto da iniziare la militanza in Gioventù Nazionale a 15 anni. Irrimediabilmente affascinata dai valori che il Tricolore rappresenta. ‘’Usque ad finem’’ non è solo il mio motto, ma uno stile di vita. Amante del vino rosso, simbolo di passione, cultura, storia e tradizioni italiane. Istinto, tenacia e una buona dose di testardaggine a completarmi.
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