Quegli animalisti che odiano le persone.

Lettere anonime, minacce: la storia si ripete e ancora una volta si passa velocemente dalla protesta all’odio e alla violenza.

Il capogruppo alla Camera di FDI, Tommaso Foti, si è ritrovato questa mattina nel suo ufficio di Montecitorio l’ennesima minaccia contro il partito guidaro da Giorgia Meloni, questa volta verso la sua persona, sottoforma di lettera anonima. “Brutto bastardo faremo ai tuoi familiari quello che volete fare agli animali!”, si legge. A spedirla probabilmente un gruppo animalista o sedicente tale, contrario all’emendamento in manovra sul contenimento della fauna selvatica, emendamento proprio a firma Foti. L’emendamento, che non costituisce attività venatoria e che prevede l’abbattimento anche in città di animali selvatici da parte di persone formate e con licenza, è la prima vera azione che permette di affrontare seriamente un problema “cinghiali” che, oltre ad essere un cattivo biglietto da visita per città del calibro di Roma, inizia a diventare insostenibile per gli agricoltori, che continuano a subire ingenti danni ai loro raccolti; per gli allevatori, i cui animali vengono decimati dalle malattie; per la sicurezza stradale e sanitaria di tutti i cittadini: solo nell’ultimo anno si contano 13 vittime e più di 250 feriti gravi per l’attacco di animali selvatici. “Vogliono talmente bene agli animali che ucciderebbero le persone” è la risposta su Facebook del capogruppo di FDI, riassuntiva di un concetto che per gli attivisti di ogni genere, se davvero democratici, dovrebbe essere un mantra: attaccare persone, istituzioni, deturpare monumenti, simboli, testimonianze storiche, non è lotta, non è protesta, ma vandalismo e inciviltà. La profonda inciviltà e il profondo controsenso di chi, per la vita degli animali, ucciderebbe persone. Le manifestazioni di dissenso trovano riconoscimento nel nostro ordinamento giuridico e hanno ragione di esistere in una giusta realtà democratica affinché questa sia effettivamente e completamente tale: nulla a che spartire, però con azioni come quest’ultima, segnale di una vera degenerazione e di svilimento della causa. In altre parole, non sanno più che pesci prendere. L’episodio in questione trova forti legami con tanti altri atti di falsa ribellione, l’ultimo dei quali l’oltraggio a Palazzo Madama, deturpato dagli ambientalisti di Ultima Generazione; ma come non ricordare le minacce di morte rivolte al ministro Crosetto in nome della pace in Ucraina o i manichini appesi a testa in giù per protestare contro il voto del 25 settembre. Insomma, l’Italia vive, chi vittima, chi colpevole, un continuo e ipocrita ossimoro violento, che oltraggia le Istituzioni, lede la corretta fruizione della vita democratica e offende quanti hanno scelto e appoggiano, col voto di settembre, il nuovo Governo.

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