Quel silenzio assordante su Sir David Amess ucciso dalla furia islamista

David Amess, deputato inglese dei Tories (partito conservatore), è stato assassinato venerdì pomeriggio durante un incontro pubblico, in una Chiesa metodista nell’Essex, nel sud dell’Inghilterra.

Cattolico, con una ferma posizione pro-vita, Amess, 69 anni, è stato ripetutamente accoltellato da Ali Harbi Ali, venticinquenne di origine somala. Già noto alla polizia e al comando antiterrorismo di Scotland Yard, figlio di Harbi Ali Kullane, un membro del Governo di Mogadiscio che si è detto traumatizzato per l’accaduto, Ali aveva preso parte al programma governativo Prevent, nato per fermare e prevenire l’estremismo, evidentemente già considerato un soggetto a rischio di radicalizzazione.

Amess, al momento di quello che è stato definito fin da subito un attacco terroristico, stava ricevendo i suoi elettori nel tradizionale appuntamento settimanale durante il quale i deputati inglesi incontrano i cittadini, per mantenere un costante e diretto contatto con la base che li ha eletti per rappresentarli. Il giovane di origine somala era in fila insieme agli altri in attesa del suo turno e, arrivato davanti al deputato, ha estratto un coltello e lo ha colpito per ben 17 volte. Secondo le testimonianze dei presenti, non ha nemmeno tentato di fuggire, ma è rimasto in attesa di essere arrestato. Il Ministro degli Interni Priti Patel ha definito l’assassinio del deputato Tory “un attacco contro la democrazia”. Scotland Yard ora indaga per capire se ci siano legami con gruppi islamici radicali.

Il fenomeno della radicalizzazione, grande problema dell’Occidente, riguarda ormai tutti i Paesi europei. Esistono interi quartieri nelle grandi città, a Parigi, a Bruxelles, a Londra, nei quali vige la Shariʿa, ossia la legge islamica, nel silenzio assordante di chi dovrebbe far rispettare non solo le regole dello Stato ma anche i principi sui quali si basa la nostra cultura. L’assassinio brutale di David Amess non è, infatti, un caso isolato. Pochi giorni fa, in Norvegia, un danese di 37 anni convertitosi all’ e già noto alla polizia per sospetto di radicalizzazione, ha ucciso cinque persone con arco e frecce.

Eppure, l’episodio drammatico che ha colpito il Regno Unito non sembra stia richiamando l’attenzione che meriterebbe e resta per lo più ignorato nel dibattito pubblico e politico. “Evidentemente l’omicidio di un parlamentare di centrodestra, bianco, cristiano, forse per mano islamista non è funzionale al racconto del mainstream, concentrato a rincorrere i fantasmi del passato e criminalizzare gli avversari politici invece di preoccuparsi delle emergenze del terzo millennio”, tuona in un post pubblicato su Facebook Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia e del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei (di cui i Tories inglesi hanno fatto lungamente parte).

In Italia, come sottolinea nemmeno troppo velatamente la Meloni, il tema radicalismo è pressoché ignorato dalla sinistra, concentrata a demonizzare i partiti di destra con attacchi diretti ed indiretti come non se ne vedevano da anni, a causa forse della loro continua crescita nei consensi, in particolare proprio di Fratelli d’Italia. Addirittura, la prossima settimana, su proposta dell’eurodeputato del PD Brando Benifei, la discussione sullo scioglimento dei movimenti neofascisti approderà al Parlamento di Bruxelles, presieduto da un altro deputato del PD, David Sassoli. Vale la pena ricordare che molti eurodeputati del gruppo S&D e degli altri gruppi della sinistra si astennero o votarono contro la Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa che equiparava e condannava le atrocità compiute dal Nazismo e dal Comunismo.

I dati riportati nell’European Union terrorism situation and trend Report (TE-SAT) 2020 ci dicono che Giorgia Meloni, sul tema, ha ragione da vendere. Nell’arco di un solo anno sono stati 119 gli attentati terroristici sventati, falliti in13 Stati membri dell’UE; ben 1004 sono le persone arrestate con il sospetto di reati legati al terrorismo in 19 Stati membri dell’UE (Belgio, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito hanno riportato il numero più alto); dieci le persone morte a causa di attacchi terroristici nell’UE e 27 quelle rimaste ferite. Con la conquista dell’Afghanistan da parte dei Talebani, il fondamentalismo islamico si riaffaccia prepotentemente nel contesto internazionale, e così anche i terroristi dell’Isis. Due attentanti in una settimana non sono un caso ma sono il sintomo drammatico di un problema profondo che coscientemente e da troppo tempo si vuole ignorare.

Imbarazzante, dunque, il silenzio della sinistra italiana che sulla tragedia di David Amess non ha proferito parola. Più facile e più comodo scendere in piazza contro il Fascismo che, nel 2021, forse non esiste più nemmeno su Marte, “rosso pianeta bolscevico e traditor”, di guzzantiana memoria. Il problema della radicalizzazione e dell’estremismo islamico, invece, è vivo e vegeto e serpeggia indisturbato, avvelenando gli animi anche di tanti giovani che in Europa sono nati e cresciuti, come Ali Harbi Ali. Bisogna avere il coraggio di dirlo, di adottare misure politiche serie per combattere il fenomeno, non solo per l’incolumità fisica dei cittadini europei ma anche per mantenere vivi i diritti e le libertà su cui si fondano le nostre democrazie e la nostra civiltà.

Federica Celestini Campanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Romana, classe '83, studiosa di politica estera e relazioni internazionali. Esperta di associazionismo e partecipazione giovanile.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Seguici e resta aggiornato

20,673FansLike
7,397FollowersFollow

Leggi anche

Tra i più letti

Articoli correlati