Questione San Siro: tema importante per la città di Milano

Milan e Inter pretendono il loro stadio di proprietà, struttura che per Milano non avrà un’importanza solo calcistica, ma anche economica e sociale; le sovraintendenze in quest’ultimo periodo si sono espresse in merito allo Stadio Meazza e hanno dichiarato che il vecchio stadio Meazza può essere abbattuto, perché non ha alcun interesse culturale.

Solamente l’amministrazione Sala non si è ancora espressa su San Siro.

In 9 anni le amministrazioni di centro-sinistra, allora quella Pisapia, oggi quella guidata dal sindaco Sala, non hanno affrontato con decisione e lungimiranza la riqualificazione di San Siro. Sono state Milan e Inter a far presente all’amministrazione comunale che lo stadio Meazza mostrava delle carenze strutturali e qualitative capaci di soddisfare le esigenze del pubblico e di garantire un maggior confort nella visione dello spettacolo calcistico. Dunque se oggi la questione di San Siro torna ad essere un tema importante per la città di Milano e per il suo futuro, lo si deve all’intraprendenza delle due più rappresentative società di calcio milanese. Eh già, perché l’attuale amministrazione Sala manca di una visione globale di sviluppo della città. Le grandi opere a Milano dall’expo all’ampliamento delle linee metropolitane, le si devono alle precedenti amministrazioni di centro destra.

Per capire meglio come potrebbe essere affrontata la riqualificazione dello stadio ne abbiamo parlato con il dott. Andrea Mascaretti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.

Dott. Mascaretti lei è milanese da tre generazioni e che ha occupato importanti incarichi amministrativi come quella di Assessore con deleghe al lavoro e all’occupazione dal 2006 al 2011, che ha guidato oltre 20 missioni in Africa, Asia e Centro America per portare a Milano Expo2015, e che attualmente segue le vicende della sua Milano, purtroppo dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale, come giudica l’amministrazione Sala.

Devo esprimere un’opinione purtroppo negativa, perché l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Sala manca di progettualità e di una visione globale della città. Lo dimostrano le attuali piste ciclabili che anziché agevolare la viabilità a Milano e creare spazi di benessere cittadino, stanno diventando un impedimento e un pericolo per tutti: ciclisti, pedoni e automobilisti. Dunque all’attuale amministrazione si rimprovera la mancata visione di sviluppo globale della città.

Il modo di procedere raffazzonato del sindaco Sala e della sua compagine riguarda anche la riqualificazione con lo stadio di San Siro.

Certamente. Il calcio è un patrimonio collettivo che investe soprattutto la nostra città. Milan e Inter sono due società che hanno contribuito a rendere grande l’immagine della città e dell’Italia nel mondo. Necessitano quindi di spazi adeguati per poter migliorare la loro società e con esse il futuro di Milano. Le amministrazioni di centro sinistra che hanno governato la città non si sono mai degnate di affrontare seriamente la riqualificazione di San Siro, ma hanno lasciato che fossero le società ad occuparsene facendosi per di più sollecitare delle due società. Comprendo lo spirito di imprenditorialità e di iniziativa delle due società di calcio, ma un’amministrazione seria dovrebbe per il bene della città che amministra convocare lei un tavolo con le due società per guidare e mettersi al servizio delle esigenze della città.

Cosa pensa dei progetti presentati dalle due società per la costruzione del nuovo stadio e riqualificazione della zona di San Siro.

I progetti presentati dalle due società pressappoco si equivalgono e sono simili agli Stadi che si sono costruiti nelle grandi capitali del calcio europeo. Quello su cui ci preme ragionare è la capienza di pubblico del nuovo stadi perché non vorremmo che le ridotte dimensioni rispetto a San Siro escludessero un grande fetta di pubblico. Ci piacerebbe che il nuovo stadio di proprietà delle due squadre contenesse più posti dei circa 40-45 mila previsti dai progetti presentati.

Vorremmo, infatti, che il calcio a Milano rimanesse uno sport popolare e non elitario.

Elitario in che senso?

Nel senso che riducendo i posti all’interno dello stadio, si aumenterebbero i costi dei biglietti e questo escluderebbe l’accesso allo stadio le famiglie oppure alle fasce meno ricche della città. Se penso alla mia infanzia, ricordo che al mondo del calcio mi sono avvicinato grazie mio padre che mi ha portato per la mia prima volta a San Siro. A Milano il calcio è sempre stato uno sport nazional- popolare e non vogliamo, noi Fratelli d’Italia, che possa perdere questo legame con la città e la sua popolazione.

Lo stadio Meazza ha sempre rappresentato un punto di riferimento per l’immagine della città.

Non volgiamo che il vecchio stadio venga abbattuto completamente perché crediamo fortemente nell’importanza iconica che ha. Il vecchio stadio potrebbe ospitare partite di cartello che richiamano grande pubblico, come le partite di Champions, oppure come le partite della Nazionale, oppure come incontri calcistici di interesse internazionale. Lo stadio Meazza, visto la sua capienza di pubblico, potrebbe essere messo nella condizione di poter ospitare anche altri importanti eventi sportivi. Insomma se pensata bene la riqualificazione di San Siro potrebbe rilanciare Milano nella sua vocazione di città aperta allo sport e alla cultura.

Parlando di cultura a Milano manca uno spazio per i concerti.

Il vecchio stadio potrebbe essere benissimo adibito a spazio per i grandi concerti. E anche secondo questa prospettiva si creerebbe un grande indotto economico per la città. I grandi artisti musicali richiamano parecchia gente rilancerebbero Milano come capitale culturale.

Per rilanciare Milano sia a livello sportivo che culturale occorre cambiare politica.

Raffaele Di Bello
Raffaele Di Bello
Sono un insegnante, giornalista-pubblicista. Sono laureato in Storia, Lettere musica e spettacolo, e in Teologia. Sono un appassionato di sport, in particolare di calcio e tifo Milan. Considero lo sport come un'ottima lente d'ingrandimento per analizzare e studiare la storia e i fenomeni sociali.

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