Rachida, il femminicidio rimosso raccontato da Souad Sbai

Sono decine, centinaia, migliaia le anime clandestine che incontriamo sul nostro cammino, mentre cercano qua e là un luogo dove trovare rifugio. La domanda è se abbiamo uno spazio di cittadinanza vivibile per le anime clandestine degli anni Duemila. Forse no. Ma quel che resta, in conclusione, è che saranno proprio queste anime reiette, forti del proprio estremo sacrificio, a dar luogo a giorni realmente rinnovati. Quando tutti, alla fine del tempo, prenderemo fiato prima del grande balzo.

Recita così la quarta di copertina di “Rachida – un’apostata in Italia” un libro di Souad Sbai edito da Alter Ego. Parla di un “femminicidio rimosso” la Sbai,  giornalista e politica italiana d’origine marocchina che da sempre posto al centro della propria attività temi quali i diritti delle donne, l’integralismo religioso, l’ e l’integrazione.

Il femminicidio rimosso è quello di Rachida, 35 anni Il 19 novembre del 2011, quando a Sorbolo Levante di Brescello in provincia di Reggio Emilia, la donna d’origine marocchina, viene massacrata a colpi di martello dal marito. Il suo corpo, nel colpevole silenzio della comunità musulmana locale, giace per ben cinquanta giorni nell’obitorio, senza che nessuno lo reclami.

La Sbai, attraverso la tragica storia di Rachida, racconta di un’umanità mancata verso una donna diventata simbolo di una scelta che non dovrebbe mai essere una scelta ma un assunto insopprimibile: la libertà.

Rachida è acquistabile qui

Della stessa autrice, “Fratelli musulmani”- Curcio Editore- da poco in libreria.

Redazione
La Redazione de La Voce del Patriota

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