Ramelli, Mollicone (FdI): “sui social c’è ancora chi inneggia alla sua morte”

“Nel 44mo anniversario della barbara uccisione dello studente milanese Sergio Ramelli, a Roma c’è ancora chi inneggia sui social – con un ignobile post su instagram dall’account “azione antifascista roma est” – alla morte del giovane iscritto al Fronte della Gioventù. Non sono bastati alcuni giornalisti “distratti” che nei giorni scorsi hanno riportato la morte di Ramelli come causata dagli scontri con militanti di Avanguardia Operaia. Ora i nuovi antifascisti dimostrano di rivendicare i tempi bui in cui “uccidere un fascista non è reato”. Priopro questo slogan tanto in voga negli anni ’70 ha portato a morti atroci come quella del giovane Sergio, spirato dopo giorni di agonia a seguito dei colpi con le chiavi inglesi sferrati dai militanti di Avanguardia Operaia. L’infamia di questi nostalgici degli anni di piombo arriva a richiamare l’aggressione antifascista con gli hashtag che corredano la foto che ritrae una chiave inglese: #ramelli o #hazet36. Io personalmente ho provveduto a segnalare la vergognosa foto: ora tocca al ministro dell’Interno e alla Polizia postale intervenire per eliminare l’account e rintracciare i responsabili”.
 
Lo dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Cultura.

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