Rampelli (FdI) nel 2013 eravamo in nove, oggi siamo quasi duecento. Un sogno che andava sognato. 

Ora serviremo l’Italia 

“Non vorrei apparire troppo romantico ma questo nuovo battesimo parlamentare, con una simile rappresentanza numerica, mi fa tornare alla mente una meravigliosa canzone di Ivano Fossati:

“Dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare. Io dico che c’è un tempo sognato che bisognava sognare”.

Proprio così.

Noi abbiamo seminato, abbiamo aspettato. E abbiamo sognato perché bisognava sognare per non assecondate il declino e non perdersi d’animo. E ora dobbiamo continuare a farlo perché si possono realizzare grandi progetti solo se si continua a sognare a occhi aperti. Eravamo in nove nel 2013, oggi siamo oltre 180. Ci hanno guidato l’ostinazione e la passione civile a dispetto dei numeri e del potere. Ma guai a pensare di aver raggiunto l’obiettivo. Questo è anche il tempo del coraggio. Per interpretare al meglio il nostro ruolo non dobbiamo solo lasciarci guidate dalla nostra identità, sentirci gli alfieri delle nostre idee. Ma Essere consapevoli che esiste un popolo intero che ci osserva, buona parte di coloro che non ci hanno votato fanno il tifo per noi, sanno che rappresentiamo una speranza per tutti. Allora dobbiamo cambiare marcia e far prevalere la comunità nazionale alla fazione. Questa la pozione che ci si chiede di assumere”. È quanto scrive il deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli  sulla sua bacheca Facebook riprendendo l’intervento di questa mattina nella riunione dei neoparlamentari.

Redazione
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La Redazione de La Voce del Patriota

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