Razzismo nelle scuole: le colpe stanno anche a sinistra

Razzismo sui banchi di scuola. Dopo il caso di Torino, con il maestro che dà del “marocchino di…” ad un alunno, scoppia il caso di Foligno dove le vittime sono due bambini nigeriani, fratello e sorella: il primo umiliato da un “guardate quanto è brutto!” pronunciato da un supplente, tale Mauro Bocci, di fronte ai bambini di un’altra in classe; la seconda apostrofata come “scimmia” dal medesimo personaggio. Che succede in Italia?

È indubbio che il fermento che attraversa il dibattito pubblico sulla questione migratoria abbia fatto irruzione anche nelle aule scolastiche, generando anche lì gravi episodi di xenofobia. Se la legge non punisce il razzismo come reato, è opportuno che intervenga d’autorità il Ministero dell’ per comminare le dovute sanzioni, che certo non possono limitarsi a sospensioni di breve periodo: per i “cattivi” maestri di Torino e Foligno è troppo ardito pensare a un’interdizione dall’insegnamento?

Sarebbe di lezione e al contempo un utile avvertimento per coloro che da dietro le cattedre rischiano di cadere nella tentazione di scaricare su bambini innocenti le attuali tensioni di carattere politico che non devono in alcun modo penetrare nel luogo dell’educazione per eccellenza.

Ad alimentare le tensioni troviamo spesso gli esponenti della gamba destra dell’attuale governo, dall’alto verso il basso, con dichiarazioni eccessive o talvolta di inequivocabile razzismo. D’altro canto, non meno colpevole è il buonismo migrazionista di larga parte di coloro che fanno riferimento alla gamba sinistra che sorregge il sempre più traballante esecutivo, insieme alla sinistra nel suo insieme.

Predicare l’accoglienza indiscriminata, l’ideologizzazione della figura del migrante, la santificazione delle organizzazioni non governative e la (solita) demonizzazione dell’avversario, contribuisce parimenti ad alzare il termometro della tensione, innescando reazioni di rigetto che possono poi sfociare – purtroppo – in episodi di razzismo divenuti ormai abituali.

In mezzo tra i due poli non sembra esserci nulla, pertanto il clima nel paese è molto probabilmente destinato a peggiorare. A meno che a sinistra non si cominci ad assumere un approccio più ragionevole e meno estremista. Sarebbe d’aiuto anche alla destra, che sulla questione migratoria non deve perdere la testa.

Souad Sbai
Giornalista, scrittrice, Presidente del Centro Studi "Averroè"
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