Recovery, Fidanza (FdI-ECR): ci siamo astenuti e continueremo a vigilare senza sconti

“Abbiamo sostenuto con convinzione la necessità di un indebitamento comune per far fronte all’emergenza, eppure nel corso dei mesi quello che doveva essere un piano per la ripresa è diventato qualcosa di diverso. Tempistiche troppo lunghe, nonostante l’anticipo ottenuto dal Parlamento sia positivo, eccessivo peso della componente prestiti rispetto agli stanziamenti a fondo perduto, incertezza sulle risorse proprie che rischiano di trasformarsi in un diluvio di nuove tasse dirette o indirette su cittadini e imprese europee, eccessiva discrezionalità della Commissione sulle cosiddette riforme strutturali richieste ad ogni nazione e infine questo regolamento, che rischia di far rientrare dalla finestra le regole dell’austerità che tutti si erano vantati di aver cacciato dalla porta solo pochi mesi fa”. Così il capodelegazione di Fratelli d’Italia- ECR Carlo Fidanza durante il suo intervento in Plenaria a Bruxelles.  “E, guardando all’Italia, principale beneficiaria di questo strumento, il rischio è che non basti il pur stimatissimo professor Draghi, nè tantomeno la variopinta maggioranza politica che si appresta a sostenerlo, per metterci al riparo da questi pericoli.
Per queste ragioni ci siamo astenuti e continueremo a vigilare senza sconti”.

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