Recovery Fund. Urso (FdI): Italia rischia di cadere in un baratro profondo

“Un giro di miliardi strabiliante ma alla conta di cosa si tratta? Quanto riceveremo a fondo perduto entro quest’anno dalla Ue? Una manciata di monetine, forse”: è quanto rileva il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso.

“Il conto non è ancora definitivo e non sappiamo quando sarà davvero raggiunto l’accordo e a quali condizioni, visto che serve, come ricorda sgradevolmente l’Olanda, l’unanimità degli Stati. Ma il conto che emerge è davvero amaro per il nostro debito pubblico. L’ipotesi di accordo prevedrebbe 80 miliardi a fondo perduto per l’Italia, ma qual è l’effettivo saldo attivo tra quello che ci viene dato come Paese maggiormente colpito e quello che noi dovremo dare come uno dei maggiori contribuenti europei? Forse 25 miliardi se ci va bene. E quanti di questi giungeranno entro l’anno in corso? Forse 5, se ci va bene. Il resto sono sempre prestiti, talvolta anche vantaggiosi ma sempre e comunque prestiti che vanno comunque restituiti e che sono comunque condizionati. Prestiti sono quelli del MES, prestiti quelli del SURE, prestiti dalla BEI, prestiti circa la metà del Recovery Fund. A quanto salirà il nostro debito pubblico, già stimato intorno al 160 per cento del Pil? E quale sarà la nostra capacità di ripresa e quindi di restituzione del prestito? Di quanto aumenterà il già ampio divario tra il Sistema Italia e l’Europa del Nord? Le risposte a queste domande ci indicano quanto è profondo il baratro su cui il Paese rischia di cadere”, conclude il senatore Urso.

 

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