Regione e Ordine dei Consulenti del Lavoro: in vista il protocollo d’intesa

L'assessore regionale Chiorino lancia la partnership tra pubblico e privato: "Puntiamo su modello fondato su legalità e qualità per creare nuove opportunità di lavoro".

Semplificare e razionalizzare gli adempimenti in materia di lavoro: per realizzare questo obiettivo, su proposta dell’assessore al Elena Chiorino, la Giunta regionale ha approvato uno schema di protocollo d’intesa con il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro. “Puntiamo su modello fondato su legalità e qualità – ha spiegato l’assessore Chiorino – le parole chiave di uno strumento che vuole creare nuove opportunità per lavoratori, studenti e imprese”.
Il protocollo è la base di partenza per l’avvio di una collaborazione fattiva e concreta tra Regione, ente di programmazione in materia di politiche attive del lavoro, nonché di strumenti per affrontare le situazioni di crisi aziendali, e i consulenti del lavoro, garanti presso le imprese del diritto del applicato, soggetti fondamentali per l’applicazione delle norme in materia di mercato del lavoro. “Da sempre lavoriamo a stretto contatto con i liberi professionisti e i consulenti del lavoro – ha sottolineato l’assessore – per attivare dei percorsi condivisi affinché possano loro stessi diventare gli anelli di congiunzione nella partnership pubblico/privato. Il ruolo dei consulenti del diventa così strategico e funzionale alle misure e agli interventi promossi da Regione che vanno dall’alternanza scuola- all’apprendistato, dal censimento dei fabbisogni dei profili professionali più richiesti dalle aziende, al supporto nell’analisi dei tirocini extracurriculari per migliorarne l’efficacia sia per il lavoratore che per l’impresa, oltre a supportare le stesse nel processo di modernizzazione dei sistemi di accreditamento dei servizi al lavoro”.

Il ruolo dei consulenti del potrà essere determinante nella loro funzione di congiunzione tra l’Ente e le imprese per lo sviluppo del programma Gol, finalizzato all’occupabilità dei lavoratori, in particolare di quelli più fragili, accrescendone le competenze per un adeguato accesso al mercato del lavoro.

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