Report e Repubblica giocano col fango, ma Meloni risponde con i fatti

Nuove polemiche su Giorgia . O meglio, vecchie polemiche che vengono riciclate dalla sinistra per avere qualcosa di cui parlare. In forza di uno sfrenato sensazionalismo, Report e Repubblica si alleano contro il Presidente del Consiglio tramite un'inchiesta che però lo tocca solo in via indiretta: al centro della prossima puntata di Report che andrà in onda domenica sera ci sarà Franco Meloni, padre di Giorgia. Report riporta così in vita una vicenda di cui si era già ampiamente discusso in passato, in linea con quel modo di fare sinistro di ripescare, dal cilindro magico del fango, temi già dibattuti e fuori contesto (si veda l'eterna paura di deriva fascista che aleggia in ogni esponente del Partito Democratico).

La vita del padre della premier, se da un lato permette indubbiamente di ottenere una certa visibilità, dall'altro bisogna ammettere che parlarne è come continuare a mettere il dito nella piaga in importanti problemi familiari che sono lontani da qualsiasi dibattito politico. Report probabilmente aggiungerà altre informazioni sulla vita di Meloni padre, ma la verità è che, a fronte dei buoni risultati del governo in carica, si cerca di creare un tipo di discredito per vie indirette. Fa bene allora a riprendere l'argomento sui social, senza però entrare nel merito della questione perché non ne vale neppure la pena. “Agli attacchi gratuiti e alle polemiche strumentali degli ultimi giorni da parte di certa opposizione – scrive – questo governo continua a rispondere con fatti e risultati”: questa la prima parte di una risposta in cui Repubblica e Report non vengono neppure menzionati. “Soddisfatta – continua Meloni – in particolar modo delle ultime rilevazioni Istat che certificano i segnali positivi in tema di lavoro, con la disoccupazione che scende e l'occupazione che in un anno è aumentata di oltre 500mila unità”: Giorgia Meloni va dritta al sodo e non si perde in fronzoli. Parla di ciò che gli italiani vogliono sentire: il lavoro aumenta, la disoccupazione diminuisce, i salari e le pensioni crescono. È con questo che il governo risponde alle critiche che, mai nel merito della , le opposizioni gli rivolgono pretestuosamente. Per il presidente del Consiglio si tratta di “dati incoraggianti che ci spingono a fare sempre meglio, con politiche concrete per tagliare le tasse ai lavoratori, aiutare chi produce ricchezza e chi crea occupazione. Per un'Italia che riparte dal merito e dalla crescita”. Le polemiche delle opposizioni sono anacronistiche – i fatti risalgono a 30 anni fa, quando Meloni aveva 11 anni (per non parlare delle polemiche sul fascismo di 100 anni fa) – e lasciano il tempo che trovano: le vere notizie che i cittadini vogliono, sono quelle di un governo che migliora le condizioni di vita di famiglie e imprese. Questo e nulla più.

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