“Riduzione parlamentari, Meloni: se passerà sarà grazie a FDI”

“Se la riduzione dei parlamentari passerà, sarà grazie e Fratelli d’Italia” così il presidente di Giorgia durante la conferenza stampa a Palazzo Madama annuncia il voto del partito al provvedimento, previsto per domani in terza lettura.

“Confermiamo il voto favorevole alla proposta, ma è giusto sottolineare che se il provvedimento passerà sarà grazie a noi, visto che la maggioranza necessaria è di 161 voti e il governo ne ha 164, ma con alcuni senatori in missione. L’approvazione è quindi letteralmente appesa ad un voto”.

Ha spiegato Giorgia Meloni, che poi ha aggiunto: “Un voto favorevole tutt’altro che scontato tanto che continua ad esserci il rischio che il disegno di legge costituzionale non passi se le opposizioni si compattano. Noi però abbiamo sempre creduto nel taglio del numero dei parlamentari, riforma proposta oltre 10 anni fa dal governo di centrodestra. Per questo oggi confermiamo di essere d’accordo con questo cambiamento, votato favorevolmente fin dalla prima lettura, senza chiedere nulla in cambio alla maggioranza”

Ora il governo proceda ad altri punti della riforma costituzionale

Tuttavia, come ha precisato il presidente di Fratelli d’Italia, “non abbiamo mai fatto mistero che sarebbe stato interessante valutare una riforma più organica e complessiva della Costituzione.
Sul tema delle riforme costituzionali infatti, Fratelli d’Italia ha fatto delle proposte molto utili per l’Italia. Tra queste: l’abolizione dei senatori a vita e l’elezione del Presidente della Repubblica. Chiediamo al governo il nostro stesso coraggio e portare avanti queste due riforme, molto coerenti con il percorso che si è deciso di seguire con la riduzione dei parlamentari”.

Sotto accusa, in particolare, per la l’abolizione dei senatori a vita che rappresenta una sorta di paradosso e la mancata previsione dell’elezione diretta del presidente della Repubblica: “A fronte della riduzione dei parlamentari infatti, non ha più senso mantenere l’istituto ottocentesco dei senatori a vita, così come sarebbe auspicabile l’elezione diretta del presidente della Repubblica.
L’elezione del presidente attualmente avviene con le Camere riunite in seduta comune, con le rappresentanze regionali e i senatori a vita: se si taglia il numero dei parlamentari, ma non si prevede una modifica della composizione dell’assemblea che elegge il Capo dello Stato, si ottiene di fatto che le autonomie locali peseranno di più del Parlamento.

Non escludo la possibilità che questa potrebbe essere una chiara scelta politica. E’ noto che la Lega storicamente preferisca il peso delle autonomie rispetto a quello del Parlamento centrale.

E’ questo il motivo di questa prospettiva? Forse sì.
Io invece credo convintamente che i pesi debbano rimanere in equilibrio. Per questo chiediamo che il presidente della Repubblica venga eletto a direttamente dagli italiani. Anche per il M5s, che ha sempre parlato di democrazia diretta, non dovrebbe essere un problema”, ha concluso Meloni.

Riflettori puntati sulla giornata di domani, dunque: assisteremo ad un cambiamento epocale?

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