Rieti, sede di FdI data alle fiamme da malviventi: la solita sinistra glissa e non condanna

Un nuovo atto di violenza ai danni del circolo di Fratelli d'Italia di Rieti. Solo pochi giorni fa, infatti, la targa esterna della sezione ritraente il logo del partito era stata oltraggiata con una scritta infamante. Questa volta, invece, un incendio è stato stroncato sul nascere grazie all'intervento di alcuni vicini preoccupati dal fumo e dall'odore di bruciato. I malviventi avrebbero utilizzato un innesco rudimentale per far partire le fiamme, che per fortuna hanno “soltanto” annerito la parte esterna della serranda.

Un episodio di vile violenza con matrice , che rischia, in un contesto di crescente odio ideologico, di innescare il pericoloso e sanguinario fenomeno che, negli anni '70, ha mietuto già fin troppe vittime. Solo pochi giorni fa, infatti, il presidente del Ignazio La Russa, intervenendo a Cinque Minuti di Bruno Vespa, aveva espresso preoccupazione in merito a un ritorno agli anni di piombo, reso oggi possibile da una certa volontà di prevaricazione sull'altro, anche col mettere a tacere e con la violenza, che fu propria di quel periodo. In poche settimane, in effetti, si sta registrando un crescente cima d'odio verso la destra, che è al governo, ma non solo: anche verso personaggi pubblici appartenenti ad altre aree di pensiero, verso le e in generale verso lo Stato. Attacchi ad agenti di polizia, bavagli per giornalisti e ora, addirittura, un attentato – di questo si tratta – in cui persone, anche esterne alla politica, potevano essere coinvolte.

Parole contro il tentato incendio sono arrivate da Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d'Italia la cui segreteria si trova proprio nella sede vandalizzata: “Quello che è accaduto è inaccettabile. Proseguiremo a lavorare con determinazione e a testa alta, senza lasciarci intimidire da simili gesti ignobili. Questo clima di odio e di violenza deve essere stigmatizzato all'unanimità, riportando il confronto politico ad assumere toni e atteggiamenti rispettosi, civili e democratici”. Un appello, a quanto pare, ascoltato solo dal centrodestra. Perché, oltre alle parole di Della Vedova, deputato di +, e a quelle del PD locale, da sinistra sono mancate prese di distanza e condanne verso un episodio – un incendio! – che dovrebbe viceversa indignare l'intero mondo politico, nella sua interezza messo a rischio da una possibile escalation di violenze. Il pericolo, tuttavia, non è solo quello di possibili e crescenti danni, morali e fisici, a cose o a persone, ma quello di abituarsi e di abituare, specialmente i più giovani, alla violenza per ragioni politiche: è a rischio l'intera democrazia, quell'intero impianto di convivenza civile contemplato nella Costituzione e difeso, solo quando più conviene, dai sedicenti democratici.

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