Rifiuti. Iannone (FdI): per Regione la Campania fa parte della Tunisia. Ministero Ambiente avvii inchiesta

“Nell’audizione del vicepresidente della Regione Campania Bonavitacola e dei funzionari regionali nella Commissione d’inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti sembra, da quanto dichiarato dagli auditi, che l’Istituzione Regione Campania appartenga allo stato tunisino. È paradossale e sconcertante ascoltare che, insospettita dalla documentazione, ha preferito svolgere controlli rivolgendosi arbitrariamente al Consolato tunisino invece di ricevere puntuali ed ufficiali conferme tramite il Ministero dell’Ambiente italiano. Allo stesso modo è incredibile ascoltare come le Regione Campania preferisca interloquire con le autorità giudiziarie tunisine invece di informare la Procura in Italia. Insomma, la Regione Campania cerca collaborazione in Tunisia ma non in Italia. Emerge un ruolo svolto dalla Regione Campania con uno spirito da maldestri passacarte esponendosi a queste conseguenze. È gravissimo che la Regione non abbia cognizione del danno e dei costi che si genereranno a seguito di questa vicenda. Gli auditi si limitano a dire che la Regione non vuole rispondere dei costi patologici già generati dall’utilizzo delle banchine del porto tunisino e il mancato utilizzo dei container da parte della compagnia di navigazione. Tutto questo senza considerare cosa avverrà sul territorio quando rientreranno i rifiuti con un triste corteo di tir che si recherà dal porto di Salerno alla Piana del Sele, gravando su un territorio già martoriato dalle scelte e dalla mancata efficienza della Regione. Un disastro di cui la Regione a guida De Luca dovrà rispondere non solo in termini politici. A sua volta il Ministero intervenga aprendo un’inchiesta al netto dell’attività giudiziaria già avviata dalla Procura di Salerno”.

Lo dichiara il senatore Antonio Iannone, Capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione d’inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti.

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