Rincari, Veneri (FdI): “La Regione come intende sostenere la coltivazione di grano? Ha previsto contributi per gli agricoltori?”

Interrogazione di Fratelli d’Italia, di cui il Consigliere Veneri è primo firmatario. “La Regione intende coltivare a grano tutti quei campi attualmente incolti che si possono prestare a questo tipo di produzione? Quali sono le strategie previste per rendere rapidamente la Toscana più autonoma possibile nella produzione di grano e cereali?”

“Stiamo vivendo un periodo storico caratterizzato da uno spropositato aumento dei prezzi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti, che va a sommarsi ad un consistente e dannoso taglio di quantitativi di cereali, mais, soia e grano in arrivo da Russia e Ucraina, paesi che rappresentano il primo e il terzo esportatore mondiale di cereali, con la forte preoccupazione per l’esaurimento delle scorte alimentari e relativo allarme per l’approvvigionamento che potrebbe protrarsi nel tempo. Con un’interrogazione, abbiamo, perciò, chiesto alla Regione quali le strategie previste per rendere rapidamente la Toscana più autonoma possibile nella produzione di grano e cereali, utilizzando i campi incolti dove sia sostenibile tale tipo di coltivazione. Abbiamo anche chiesto alla Regione se ha previsto fondi straordinari per sostenere, in questa fase di rincari dei costi di produzione e di trasporto, sia i coltivatori di grano abituali, sia tutti quegli agricoltori che andranno a coltivare i campi attualmente in disuso, magari stimolando la creazione di consorzi sinergici tra agricoltori” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gabriele Veneri, primo firmatario dell’interrogazione del Gruppo regionale di FdI.

“Anche l’Unione Europea sta valutando politiche agricole produttiviste e l’allentamento dei vincoli ambientali per far fronte all’emergenza degli approvvigionamenti, come, ad esempio, la coltivazione delle terre in disuso per le colture proteiche. A tal proposito, vorremmo sapere se la Regione è già in possesso di un elenco dettagliato di tutti i terreni al momento non utilizzati, dove sia sostenibile la coltivazione di grano e cereali” sottolinea Veneri.

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