Roma, Rampelli (FdI): Incommentabili le faccette ironiche degli avversari di Michetti

“Esilaranti i commenti degli avversari di Enrico Michetti dopo il confronto di due giorni fa alla Casa dell’Architettura.
Un sindaco in carica che non ha saputo nemmeno concretizzare il già fatto sui toponimi, ha rifiutato 5 miliardi per restaurare parte di Roma con le Olimpiadi, ha devastato tutte le consolari con fantomatiche piste ciclabili, ha iniziato a manutenere le strade tre mesi fa a fini elettorali, in perfetto stile socialdemocratico, dopo che buche e smottamenti hanno causato incidenti anche mortali nei quasi 5 anni di sua amministrazione, ha parlato di futuro come non avesse mai governato.
Un ex ministro dell’Economia non ha risposto del mancato varo della riforma costituzionale né delle pusillanimi risorse destinate alla capitale dal suo governo e dal suo dicastero. Un ex ministro per lo Sviluppo economico pontifica sul trasporto pubblico urbano dopo non essere riuscito a rilanciare Alitalia, portandola al fallimento.
Tre soloni che si permettono di criticare l’unico candidato credibile che, a loro detta, non conoscerebbe i temi trattati nell’incontro e parlerebbe del trapassato remoto.
Allora è necessario mettere gli strumenti offensivi carichi sul tavolo. Primo: l’unico argomento sensato emerso è stato quello proferito proprio da Michetti che, parlando della rigenerazione urbana, l’ha finalmente contestualizzata dicendo che si può giungere anche alla demolizione e ricostruzione, ma individuando prima gli ‘ambiti territoriali’. La stoccata, evidentemente non colta, era indirizzata a chi ha consentito (Raggi e Zingaretti) di sfregiare il villaggio Coppedè con speculazioni intollerabili. La rigenerazione va fatta, con adeguati premi di cubatura, nella periferia degradata allo scopo di riqualificarla e non nel centro della città dove la rendita immobiliare è già alta e non serve alcuna abilità per fare profitti. Tre a zero per lui e zero spaccato a Pd e M5S.
Secondo: finalmente qualcuno cita la Roma imperiale, dopo i decenni di damnatio memoriae, un opportuno richiamo a una memoria storica gigantesca da cui si possono ancora trarre spunti utili. Non si capisce dove sia l’ilarità, dovrebbero inorridire per aver dedicato un’importante strada di Roma a Palmiro Togliatti, cittadino sovietico. Quella sì è nostalgia, la nostra è armonia tra passato e futuro. È perfino scontato dire che nessuno vuole tornare a Ottaviano Augusto e Giulio Cesare, ma nessun popolo del mondo vive la modernità come negazione di un passato glorioso. È accaduto solo a Roma è solo all’Italia, a causa di una sinistra allergica all’amor patrio, incapace di conciliare epoche storiche, tradizioni, culture, religioni nel rispetto delle differenze e con il giusto orgoglio per ciò che compone la nostra identità comunitaria, una sinistra che si alimenta solo del conflitto, tra classi, generazioni, ideologie.
Terzo: non stiamo negli anni ‘70, la dottrina leninista della demonizzazione dell’avversario non la usa più nemmeno Putin. Le faccette ironiche di Calenda sono, quelle sì, ridicole e fuori dal tempo”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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