Roundup, Glifosato e cancro… quello che dobbiamo sapere

Il maggiore diserbante al mondo, venduto ovuque , è altamente cancerogeno e ora la societra che produce dovrà pagare 80ml di danni a un uomo colpito da tumor.
Dice l’Auorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che è improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenità per l’uomo. E così questa potente sostanza, usata soprattutto nei diserbanti – specialmente quelli utilizzati con gli ogm che meglio resistono agli erbicidi – è oggi diffusa in modo quasi capillare. Oggi prodotto che più di tutti usa il glicofosato per ottenere i suoi scopi: il Roundup, è commercializzato dalla Monsanto, gruppo recentemente divento di proprietà della farmaceutica Bayer. Chiunque può comprare il Roundup che è disponibile presso vivai o anche online, su siti come Amazon e non solo.
Eppure, proprio in questi giorni negli Stati Uniti si è svolto un processo contro la Monsanto proprio per colpa del suo Roundup. Una giuria infatti ha stabilito che il cancro contratto da Edwin Hardeman è stato causato proprio dal noto disserbante.
Edwin Hardeman era al suo sesto ciclo di chemioterapia nel 2015 quando, assistendo a una trasmissione televisiva, apprese che l’esposizione al Roundup poteva causare il tipo di cancro come quello che stava distruggendo la sua vita. E quella fu la prima volta che il pover uomo poté in qualche modo giustificare l’insorgenza della sua malattia. Ancora non sapeva che quattro anni dopo, cioè in questi giorni, sarebbe diventato la prima persona a dimostrare presso una Corte federale Statunitense che il Roundup causa il linfoma non Hodgkin (NHL), e che grazie a lui, alla sua malattia e al processo intentato contro la Monsanto, si sarebbero potuti svelare i segreti del produttore e l’influenza che esso aveva avuto sulla scienza e sul governo.
Hardeman, 70 anni, ha rilasciato la sua prima intervista dopo che la giuria ha stabilito che la Monsanto è responsabile del suo cancro e deciso che dovrà versare all’uomo la somma di 80 milioni di dollari. “Spero che questa sia una svolta significativa nella storia della Monsanto”, ha detto Hardeman, e ha poi aggiunto: “Probabilmente la prima della loro storia”.
Dal canto suo, la Monsanto, ora di proprietà della società farmaceutica tedesca Bayer, non ha dato alcuna indicazione sul fatto che intenda cambiare rotta sulla diffusione del Roundup. Resta il fatto, però, che il trionfo di Hardeman, anche davanti a un giudice che si era dimostrato apertamente ostile al suo caso , potrebbe creare un effetto cascata portando allo scoperto decine di migliaia di altri sopravvissuti al cancro contratto per colpa dell’erbicida, e condurre in tribunale anche le famiglie di chi non sopravvissuto alla malattia, influenzando inoltre tutte le politiche legate all’industria agrochimica negli anni a venire.
I coniugi Hardeman, Edwin e la moglie Mary, non si aspettavano di diventare i leader della lotta della corte federale contro il diserbante più usato al mondo. Più modestamente volevano solo che la Monsanto riconoscesse i pericoli che comporta l’uso del Roundup per evitare che tante altre famiglie dovessero vivere l’orrore che era toccato a loro.
L’ingresso sul mercato del Roundup era avvenuto nel 1974, quando la Monsanto aveva presentato l’erbicida a base di glifosato come un mezzo sicuro per uccidere erbe infestanti. Nei decenni seguenti, il Roundup ha generato un fatturato di vari miliardi di dollari all’anno, e il glifosato è diventato onnipresente nell’ambiente tanto che si trova praticamente ovunque, dall’acqua all’urina, al cibo. Purtroppo, però, contro ogni evidenza, la Monsanto ha continuato a presentare il suo prodotto come sicuro almeno fino a quando l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) dell’Organizzazione Mondiale della non si è decisa a mettere nero su bianco che il glifosato “è probabilmente cancerogeno per l’uomo”. La classificazione Iarc ha così aperto le porte al contenzioso sostenendo che l’esposizione al Roundup causa il NHL, un cancro che colpisce il sistema immunitario. Esattamente quello che ha colpito il signor Hardeman che aveva spruzzato il Roundup nelle sue proprietà per quasi 3 decenni, fino almeno tutto il 2012.

RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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