Russia, Terzi (FdI): violazioni a diritti umani affliggono avvocatura, dare voce a vittime

È stato appena presentato su iniziativa del Senatore di Fratelli d'Italia, Giulio Terzi, nella sala Caduti di Nassirya in il libro “Avvocati di guerra”, curato dall'avvocato e giornalista Gennaro Grimolizzi. Il lavoro contiene impressionanti testimonianze sulle gravi violazioni ai diritti umani e alla difesa che affliggono da tempo l'avvocatura russa. Fra i casi più drammatici, l'assassinio in carcere dell'avvocato Sergei Magnitsky, i maltrattamenti e le condanne a lunghissime pene detentive di molti avvocati che soffrono nelle carceri di Mosca e di Minsk, condannati per aver difeso alcuni oppositori politici. Un quadro inquietante – sottolinea Terzi – che ha suscitato forte sdegno e ferma condanna per la gravità delle violazioni dei fondamentali diritti nonostante essi siano previsti dalle norme costituzionali e processuali scritte ma completamente disapplicate a Mosca e Minsk. Sono intervenuti al convegno esponenti della società civile ucraina e dell'opposizione democratica bielorussa per far sentire la voce di comunità costrette all'esilio in Europa e in Italia.

In particolare, sono intervenute la professoressa ucraina Viktoriia Vdovychenko e l'esponente del movimento democratico bielorusso Yuliya Yukhno. Testimonianze dirette che meritano di essere conosciute e sostenute, come è stato ripetutamente sottolineato, con iniziative politiche e di informazione. L'autore del libro ha, per parte sua, stigmatizzato il sovvertimento dei principi fondamentali del funzionamento della giustizia in Russia: l'avvocato difensore è ormai assimilato alle asserite attività criminose dell'imputato, dissidente politico. Osservando la deriva di entrambi i regimi autoritari – russo e bielorusso – appare chiara la pretesa che tali sistemi penali privilegino sempre l'accusa comprimendo, sino a escluderla, ogni possibile salvaguardia delle attività difensive in giudizio.

Nel dibattito è stata ugualmente sottolineata l'importanza dell'azione svolta dagli avvocati ucraini della Ukraine Bar Association (associazione degli avvocati ucraini) nella imponente raccolta di prove necessarie alle indagini da parte della Corte penale internazionale e altre istanze giurisdizionali sui crimini contro l'umanità, crimini di guerra e crimine di aggressione perpetrati da Putin e anche da Lukashenko. È il caso, ad esempio, della deportazione di decine di migliaia di bambini e nelle attività belliche anche attraverso il territorio bielorusso. Infine – conclude Terzi – assai meritevole di attenzione è stato il prezioso contributo al convegno della Sen. Susanna Campione () che ha segnalato la rilevanza di un disegno di legge, a sua prima firma, presentato in Senato, per introdurre nel codice penale il reato di violenza sessuale contro le donne, nel corso di un conflitto armato, come strumento di guerra. Una proposta per la definizione di una nuova fattispecie di reato, di rilevanza universale, che ha già ottenuto anche il sostegno da parte di 48 membri delle diverse delegazioni dell'OSCE.

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