incontra Seehofer, ma il tedesco vuole rispedirci i migranti alla frontiera.

Bild, uno dei maggiori quotidiani tedeschi, definisce il ministro degli interni italiano “di destra”, colui che avrebbe detto “se gli zingari non rubano, non sono contenti” e, dopo questo esordio, parla finalmente dell’incontro bilaterale di Innsbruck, che si è tenuto tra stesso e il ministro degli interni tedesco, Horst Seehofer, colui che tanti grattacapi ha dato ultimamente alla Merkel.

Seehofer sarebbe alla spasmodica ricerca di un accordo con l’Italia per, ufficialmente, una nuova politica europea che metta d’accordo tutti i paesi UE ma, in realtà, vuole solo trovare il modo più legale possibile di rimandarci indietro buona parte dei rifugiati che sono arrivati in Germania passando dal territorio italiano. A sentire le dichiarazioni dei due che contano di vedersi ancora tra un paio di settimane, probabilmente a Milano, l’incontro si è svolto con grande cordialità, ma che vi sia anche solo la parvenza di un accordo, non sembra proprio.

Dopo la riunione di mercoledì sera, Matteo ha sottolineato che l’Italia non si riprenderà un solo rifugiato finché l’Europa non deciderà di proteggere degnamente le sue frontiere esterne, e ha specificato: “Quando tutto ciò diventerà realtà, discuteremo di tutto il resto”, una posizione forte e chiara che anche il ministro degli interni tedesco dovrebbe aver compreso. Tutto ciò, non aiuta Seehofer che in patria, dopo aver fatto parecchio rumore e messo pesantemente a rischio la tenuta della Grosse Koalition, pare aver trovato una sintesi con la cancelliera Merkel concordando un pacchetto contro l’immigrazione illegale e sulle politiche d’asilo, dando così almeno l’impressione che tutte le difficoltà sulla tenuta del governo siano state superate.

Alla luce dei fatti, Seehofer ha accettato una sorta di accordo al ribasso. Così i “centri di transito”, tanto voluti dal ministro degli interni tedesco, sono diventati “centri di trasferimento”, e vedranno solo coloro che hanno precedentemente chiesto asilo in un altro Paese europeo. Di più non si può dire, perché tutte le specifiche al riguardo, almeno in questa fase, appaiono piuttosto nebulose. Inoltre, senza che siano modificate le regole vigenti, l’accordo tra Seehofer e Merkel prevede un’accelerazione nell’iter che stabilisce chi ha diritto all’asilo in Germania.

Naturalmente, perché una parte di queste nuove regole tedesche possano trovare applicazione, occorre che ci sia un accordo con gli altri Paesi, soprattutto quelli destinati a riprendersi indietro i migranti che dovessero venire respinti alla frontiera tedesca. Ed ecco cosa in realtà sta contrattando Seehofer con ,  senza ottenere almeno per ora grandi risultati.

Poi, venendo meno alle iniziali richieste sostenute nel suo Paese, Seehofer ha detto: “Nessun filo spinato, e non ci saranno campi di massa”, per poi aggiungere: “Nei centri trasferimento arriveranno da tre a cinque migranti per volta”. Infine ha specificato che il suo partito, l’Spd, ha chiesto e ottenuto che entro l’anno sia discussa e approvata in Germania una nuova legge sull’immigrazione.  Tutto ciò, però, appare un bottino ben magro per il risoluto ministro degli interni tedesco, tanto che già i media locali, prendendolo di mira non poco, fanno risaltare quanto poco sia riuscito ad ottenere dopo tutta la cagnara e le complicazioni create nei giorni scorsi.

Anche lui si è arreso alla Merkel? Forse, ma per la cancelliera non c’è comunque pace: chiusa almeno per ora la guerra interna, ecco aprirsi il fronte esterno con Trump, e anche qui non sarà facile.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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