San Rossore, Petrucci (FdI): “L’uomo è parte integrante del Parco. Serve un nuovo progetto che punti sulla conservazione e promozione del patrimonio naturale ma anche sul rilancio delle attività produttive presenti”

“Ho scritto a Giani e Mazzeo, ai sindaci di Pisa e San Giuliano, ai vertici del Parco, alla Commissione Ambiente ed agli organi di stampa per presentare un excursus storico su San Rossore, che evidenzia il rapporto tra l’uomo e quest’area”

Il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Diego Petrucci, ha scritto al Presidente della Regione Toscana, al Presidente del Consiglio regionale, ai sindaci di Pisa e San Giuliano, ai vertici del Parco, alla Commissione Ambiente ed agli organi di stampa per presentare uno studio, un excursus storico, su San Rossore che evidenzia come l’uomo, da secoli, sia parte integrante del Parco avendone determinato e condizionato costantemente l’evoluzione.

“Non si tratta di un’area incontaminata, ma, anzi, di un’area antropizzata, modificata nel tempo e gestita dall’uomo. Il concetto di tenere l’uomo e le sue attività fuori da San Rossore è un concetto recente, incoerente con la storia autentica della Tenuta -fa notare Petrucci- La presenza stessa di decine di immobili, la stragrande maggioranza dei quali purtroppo abbandonati, conferma in modo palese quanto sosteniamo”.

“San Rossore deve essere certamente governato da regole rigide e severe ma il suo rilancio non può che passare da una nuova e più moderna concezione in linea con quanto accade all’estero. E di cui la presenza dell’uomo è imprescindibile. Lo stesso master plan, commissionato dal Parco e solo per alcuni versi condivisibile, si fonda proprio su questa nuova visione -sottolinea Petrucci- Nei prossimi anni si deve ripensare San Rossore, serve un nuovo progetto che si fondi sulla conservazione e promozione del patrimonio naturale; sulla rigenerazione e valorizzazione, anche a fini economici, del patrimonio immobiliare; sulla promozione e rilancio delle attività produttive presenti; sullo sviluppo e sostegno dell’attività ippica; sull’apertura al turismo anche con accesso dal mare. Insomma, si deve ripartire dal rapporto tra l’uomo ed il Parco”.

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