San Rossore, Petrucci (FdI): “Ripensare il Parco, una vergogna quelle multe! Al Gombo occorre un campo boe”

“Proseguire in un atteggiamento vetero-ambientalista è dannoso oltre che incoerente con la storia. Porterò la questione in Consiglio Regionale”.

“Lo dico e lo ripeto da troppo tempo, serve ripensare San Rossore prevedendo l’uomo al suo interno! Con regole strette e rigide, ma l’uomo fa parte, da secoli, della Tenuta e l’atteggiamento che vorrebbe escluderlo produce solo danni. La prova? Le decine di migliaia di metri quadrati di immobili pubblici e di pregio vuoti, fatiscenti, cadenti o anche semplicemente in stato di abbandono. Proseguire in un atteggiamento vetero-ambientalista è dannoso, oltre che incoerente con la storia” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci.

“In questi mesi ho presentato due studi: nel primo si dimostra come la presenza dell’uomo dentro la Tenuta sia vecchia di oltre mille anni e di come nei secoli abbia contribuito a migliorarla, proteggerla, gestirla e valorizzarla; nell’altro abbiamo fatto una foto attuale delle decine di immobili abbandonati presenti al suo interno: una situazione grave a cui si deve porre rimedio. E domenica sera presenteremo il terzo su prospettive e possibilità di sviluppo -annuncia Petrucci- Un anno fa, proprio a tal proposito, lanciai l’idea di un “campo boe” attrezzato, con la possibilità di abbonamenti stagionali a costi popolari, davanti alla spiaggia di San Rossore, come avviene in tutta Italia, anche, e proprio, nelle aree marine protette. Posti limitati e regole rigide. Le boe possono essere pensate anche in modo assolutamente non impattante ancorate a ‘corpi morti’ che siano naturalmente in grado di sviluppare un ripascimento di flora e fauna marina. Dopo un anno chiedo al Presidente Bani, del quale abbiamo apprezzato la volontà di creare discontinuità rispetto al passato, di avere ancora più coraggio e prendere in seria considerazione l’idea delle boe al Gombo. Si perché il Gombo è da sempre la meta dei diportisti pisani e negare questa possibilità non solo violerebbe una tradizione storica, ma sarebbe un duro colpo alla nautica ed a quel mondo straordinario costituito dai rimessaggi d’Arno, che significano centinaia di posti di lavoro”.

“La vicenda, poi, delle multe inflitte in questi giorni sono una pessima pagina che viola il senso di comunità e mette a rischio la tenuta del sistema nel quale visitatori e “passionisti” non possono essere considerati come delinquenti –incalza Petrucci- Lo dico con fermezza: sono sbagliate le regole e va ripensato il Parco! Porterò la questione in Consiglio Regionale dove ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità: Viva San Rossore, Viva il Gombo, Viva l’Arno!”.

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