Sangiorgi: “San Lazzaro di Savena (Bologna): esproprio istituto don trombelli, una brutta pagina”

Premetto: non sarò breve, ma sono fermamente convinto che una Storia (quella con la S maiuscola) debba essere raccontata per intero per non rimanere confinata in una mera narrazione di parte degli eventi.

E’ notizia di questi giorni che il Tribunale ha dato ragione al Comune di San Lazzaro di Savena confermando la legittimità dell’esproprio dell’Istituto Don Trombelli, di proprietà della Congregazione Suore Domenicane della Beata Imelda, esproprio iniziato più di un anno orsono . Si è parlato di vittoria, si sono spese parole a favore della “salvezza” dell’istituto scolastico, ma come si è arrivati all’esproprio?

Non tutti sanno che i locali in cui è ubicata la Scuola Primaria “Don Trombelli” sono stati oggetto di locazione dal 1985 sino al 2015 fra Comune e Congregazione, anno in cui è scaduto il contratto di locazione suddetto. Proprio nel 2015, a febbraio precisamente, il Consiglio Comunale di San Lazzaro decretava la decadenza del POC “Colata di Idice” (se n’è parlato in lungo e largo), facendo anche decadere la previsione di realizzazione di un nuovo Polo Scolastico. Già, con tale decisione veniva meno non soltanto la tanto discussa creazione di nuovi edifici residenziali, ma anche di un plesso scolastico. Successivamente, a settembre 2015, l’Amministrazione e Religiose provvedevano tramite trattativa a costituire un diritto reale d’uso dei locali della durata di cinque anni con scadenza al 30/09/2020.

Le successive trattive miranti all’acquisizione dell’immobile non sono giunte a buon fine (domanda ed offerta non si sono incontrate), cosa che ha purtroppo portato all’estrema ratio dell’esproprio. Anche in questo caso, proprio perché una Storia va raccontata per intero, non in molti sapranno che in virtù della nuova l.41/2020 è stata ampliata e velocizzata la possibilità di esproprio in tema di edilizia scolastica, cosa che prima non sarebbe stato possibile.

Vengono da porsi un paio di domande, come peraltro già fatto presente dal sottoscritto nel Consiglio Comunale del 28 settembre 2020 (un anno orsono): visto che si sapeva fin dal 2015, anno della decadenza della “Colata di Idice”, della necessità di un istituto scolastico, peraltro ricompreso in tale colata, come mai non si è intervenuti prima? E (ben sapendo che non si ragiona con il se) se non fosse intervenuta questa nuova normativa, che cosa si sarebbe fatto?

Forse la sentenza, come dicono alcuni, era scontata ma non sono scontati il modus operandi e il merito.
Dicevo si è parlato di vittoria, una vittoria di Pirro secondo il sottoscritto. Perché? Semplice. Se uno Stato mostra i muscoli fino a questo punto, fino ad arrivare all’esproprio quando le trattative NON vanno a buon fine, come può un cittadino nutrire fiducia in quello Stato?Quel cittadino non potrebbe, legittimante, chiedersi: “e se dovesse toccare a me?”

Lo dichiara Alessandro Sangiorgi, Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia di San Lazzaro di
Savena.

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