Sanità: Bucalo, neonato morto in autostrada: interrogazione di FdI

“La madre ha le doglie al settimo mese di gravidanza, con il marito corre verso l’ospedale più vicino, ma partorisce in autostrada e il bimbo muore. E’ successo nel Messinese, nel tratto Mistretta-Patti. Sin qui solo una tragica notizia di cronaca, peccato che dietro questa morte ci sia tutta l’inefficienza ospedaliera venuta fuori a seguito di una riforma sanitaria cieca, decisa dal governo centrale, che stabilisce il taglio di parecchi punti nascita negli ospedali italiani. Quel bimbo è morto perchè il punto nascita più vicino era quello dell’ospedale di Patti: la politica ha tagliato quello di Mistretta, Comune in cui vive la partoriente, e quello di Sant’Agata Militello, poco distante da casa. Invece quello di Patti, verso cui necessariamente hanno dovuto dirigersi i genitori dello sfortunato neonato, è distante parecchi chilometri. E questo succede perché, in linea con le decisioni di governo, anche la Sicilia ha dovuto tagliare i punti nascita che registravano meno di 500 parti l’anno. Nel 2018 una mia interrogazione, nella quale chiedevo sulla base di quali criteri fosse stato stabilito lo standard minimo di 500 parti come limite di sicurezza, è rimasta inascoltata. Oggi, che la morte di questo bambino dovrebbe toccare le coscienze politiche, ritengo impellente rivalutare questi criteri e ripristinare un reparto che deve puntare a salvare vite umane e non logiche inadeguate ai bisogni del territorio. Presenterò una nuova interrogazione”.
Lo dichiara, in una nota, Ella Bucalo, deputato di Fratelli d’Italia.

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