Sanità. Petrucci (FdI): “Reintegro dei sanitari sospesi perché non vaccinati”

Interrogazione in Regione per sapere in quanti sono ancora sospesi dal servizio.

“Nella nostra Regione ci sono interi reparti che rischiano di chiudere a causa della mancanza di medici ed infermieri. Al tempo stesso la carenza di personale produce lunghissime liste d’attesa per eseguire operazioni ed esami, oltreché tempi infiniti all’interno dei nostri pronto soccorso.
In questa situazione caotica riteniamo non più rimandabile il reintegro dei sanitari sospesi perché non vaccinati per il Covid-19. Oltretutto la
situazione sanitaria è completamente cambiata rispetto al tempo dei provvedimenti e quindi non si può continuare a tergiversare!
Senza personale e con le nuove assunzioni che procedono a rilento, ci rimettono solo i cittadini che ricevono un servizio indecente.
Ad oggi non conosciamo il numero di medici, infermieri e sanitari sospesi, per questo presenterò una interrogazione regionale in merito. Sappiamo che in Veneto sono 4.500, se anche in Toscana ce n’è qualche migliaia sarebbe il caso di pensare a un loro reintegro in tempi brevi” lo dichiara Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e membro della Commissione sanità.

2 Commenti

  1. Bravissimo, reintegro subito ed abolizione di obbligo inoculatorio subito, altrimenti non solo non avremo medici perchè non sono formati abbastanza rapidamente, ma perchè saranno loro stessi malati per gli effetti avversi di 2-3 e ora 4 dosi di inoculo inefficace e portatore di effetti avversi. L’ultima vittima della quarta dose è Piero Angela, cari concittadini svegliatevi !!!! Io sono Medico chirurgo, dottore di ricerca, Cardiologa. Sospesa perchè non inoculata. Ricordo, per le donne, di guardare le testimonianze sulle perturbazioni del ciclo mestruale del collettivo Oùestmoncycle su instagram e su twitter Whereismyperiod. Ricordo che nello studio iniziale di Pfizer le donne in gravidanza erano state escluse dal trial ! Quelle che poi sono risultate gravide dopo inoculazione e sono state seguite, se perdevano il bambino non veniva elencato negli effetti avversi gravi perchè considerato dagli sperimentatori Pfizer un “effetto avverso risoltosi”, esattamente come se uno avesse avuto un mal di testa che è passato !!! Lo studio su Lancet sulle donne incinte pubblicato recentemente riguarda la sicurezza su soli sette giorni, vi rendete conto? Giudicano sicura l’inoculazione della donna incinta sulla base di uno studio che ha seguito queste donne per SETTE GIORNI dopo l’inoculazione, non considerando quello che succede nei mesi successivi della gravidanza! E perchè non lo considerano? Perchè negli studi americani sulle donne militari, che vengono davvero seguite, i dati sull’aborto spontaneo, feto nato morto o anomalo sono aumentati del 300% rispetto agli anni precedenti alle inoculazioni!

  2. Ormai è chiaro che questo trattamento iniettivo è un farmaco (ossia riduce la probabilità di effetti gravi, almeno per alcuni mesi) e non un vaccino (ossia non impedisce, se non per pochissime settimane, la probabilità di infettarsi e dunque il contagio). Pertanto, continuare ad imporre un obbligo vuol dire affermare che non esiste più l’autodeterminazione nella cura individuale. Un principio molto pericoloso (ci verrà imposto l’obbligo di assumere farmaci anti-colesterolo o simili al fine di ridurre la pressione ospedaliera?). Spero che la corte costituzionale non avalli tutto questo a novembre. L’autodeterminazione nella cura deve rimanere inviolabile. Inoltre, le sanzioni per i non vaccinati sono state inaccettabili (la sospensione totale dello stipendio equivale ad una condanna alla fame, ed è contraria all’art. 32 della costituzione in cui si riporta che “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”). Sarebbe stato auspicabile adottare sanzioni più proporzionate, anche per non innescare tensioni a livello familiare e, più in generale, a livello sociale. Infine, la condizione di “vaccinato” o “non vaccinato”, che sarebbe dovuta rimanere un dato sensibile protetto da privacy, è diventato invece una informazione di dominio pubblico, sulla base della quale discriminare i “buoni” dai “cattivi”.

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