Scuola, Fratelli d’Italia: “Diciamo no ai grembiuli gialli. Si vogliono utilizzare i bambini per una battaglia ideologica sul gender”

“La differenza è un valore”. Intervento del Dipartimento Regionale Toscano Scuola e dei consiglieri regionali Capecchi e Veneri dopo la decisione dell’istituto Comprensivo “Salutati Cavalcanti” di Borgo a Buggiano.

“Diciamo no ai grembiuli gialli a Buggiano. Viva i bambini e le bambine. Si vogliono utilizzare i bambini per una battaglia ideologica sul gender” dichiarano i consiglieri regionali Gabriele Veneri, componente della Commissione Cultura e Istruzione, e Alessandro Capecchi, Michela Senesi del Dipartimento Regionale Toscano Scuola di Fratelli d’Italia, e Jonathan Innocenti Responsabile del Dipartimento per la provincia di Pistoia, dopo la decisione dell’istituto Comprensivo “Salutati Cavalcanti” di Borgo a Buggiano di intraprendere la battaglia contro gli stereotipi di genere attraverso l’adozione di un grembiule monocolore per tutti gli alunni della scuola d’infanzia.

“Non c’è bisogno di ammantare questa scelta, se davvero è prevista dalla circolare ministeriale, con valutazioni sui diritti. Il diritto di bambini e bambine è quello di non essere tirati in mezzo a dispute ideologiche. La differenza è un valore, la battaglia contro gli stereotipi di genere non si combatte solo con l’adozione di un grembiule monocolore per tutti gli alunni” sottolineano Veneri e Capecchi.

“Grembiuli gialli è ormai diventata notizia diffusa, giustificata con la necessità di rincorrere quella parità di genere che secondo certe menti illuminate dovrebbe risolversi con l’eliminazione di ogni naturale differenza tra uomo e donna. Ci domandiamo come, velatamente, si possa negare che maschi e femmine manifestino le proprie particolarità e differenze, anche e soprattutto nei rapporti sociali. La sola idea che gli alunni non debbano potersi distinguere aprioristicamente tra bambine e bambini, che l’associazione di un determinato colore anziché un altro possa compromettere lo sviluppo identitario, è l’esatto opposto di quelle che sono le necessità primarie per lo sviluppo dell’essere umano e manifesta, tuttavia, l’interesse della società a divulgare il principio di omogeneità che si contrappone al valore inequivocabile della persona. Non dobbiamo aver paura ad affermare che il rispetto reciproco e parità di diritti tra uomini e donne, bambini e bambine, si possano perseguire esclusivamente aggiungendo valore a tutte quelle differenze che caratterizzano la persona nella propria unicità e mai accetteremo ideologie preconfezionate frutto di teorie e moralismi che niente hanno a che fare con la difesa di diritti. Viva i bambini e le bambine, viva i maschi e le femmine” spiega il Dipartimento Regionale Scuola con delega all’ di FdI.

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