Non se ne poteva più. Dopo che per giorni, la piratesca comandante della Sea Watch 3, aveva testato ogni limite della pazienza delle autorità italiane con il suo carico di immigrati clandestini, poche ore fa, forzando il divieto di ingresso al porto di Lampedusa ha quasi speronato una motovedetta della Guardia di Finanza.

La benestante “figlia di papà”, concittadina di Angela Merkel, per giorni ha tenuto banco sui media, tenendo di fatto sotto sequestro una quarantina di “naufraghi”, perchè ostinata a sbarcarli in Italia e non in uno qualsiasi degli altri porti sicuri, dalla Grecia alla Spagna, a portata di navigazione.

Non contenta, dopo due settimane in mezzo al mare a ricattare il nostro Governo con il pretesto “umanitario”, la capitana, come è stata boldrinianamente subito ribattezzata dai politici e media buonisti italiani, entra nel porto di Lampedusa violando per l’ennesima volta l’alt intimatole dalla Guardia di Finanza: “non ce la faccio più, devo portarli in salvo”, ha intonato l’eroina dei falce e battello, comunicando la decisione che aveva preso.

Finalmente però, i finanzieri, con la nave ormai ormeggiata in banchina, sono saliti a bordo e l’hanno arrestata per violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra.

E ora la capitana de noantri, Carola, come già affettuosamente la appellano tutte le anime belle, riservandole la confidenza amichevole del chiamarla per il solo nome di battesimo, rischia una condanna da 3 a dieci anni.

E come mai? Semplicemente perchè mentre stanotte faceva rotta verso l’isola, infischiandosene di tutti i divieti ricevuti, la motovedetta della Guardia di Finanza che in questi ultimi due giorni è sempre rimasta accanto alla nave della ong le intima l’alt. Un alt ripetuto ben tre volte, ma sempre rimasto inascoltato. Già qui ci sarebbe da riflettere. Vi immaginate per voi stessi le conseguenze di non fermarvi per ben tre volte a un alt intimato anche solo da un vigile urbano?

Ma la Sea Watch è entrata lo stesso in porto, Carola aveva fretta, non ce la faceva più, il PD era con lei, bisognava fare presto!

Allora, la motovedetta con a bordo i nostri militari ha tentato un’ultima mossa, ponendosi tra la banchina e la nave per impedire l’attracco. Ma Carola non si ferma e porta la Sea Watch sempre più vicino.

L’incidente viene evitato per un soffio: la motovedetta e la nave si toccano per un’istante, l’imbarcazione della Gdf finisce contro la banchina, ma senza grossi danni e soprattutto senza conseguenze per l’equipaggio.

Ora Carola è ai domiciliari, praticamente in albergo, in attesa di essere interrogata dal PM di Agrigento. I suoi connazionali la esaltano e insultano gli italiani, come loro solito, sinistra e parte dei 5 stelle la incensano e ancora una volta stanno con lo straniero.

L’ennesimo show al largo delle nostre coste è andato in onda, quanto davvero si pensa che possa essere sostenibile un continuo reiterarsi di sceneggiate come questa?

Blocco navale, unica, vera soluzione.

p.s. e ora affondate la nave!