Servizi educativi 0/3: dalla Regione 4,7 milioni ai Comuni. Per Chiorino: “Interventi dedicati alle famiglie per contrastare la curva della denatalità e supportare le mamme lavoratrici”

“La denatalità in Italia è un tema sotto traccia e sono più che convinta che correttivi importanti debbano essere intrapresi a livello nazionale: in attesa che il Governo si attivi concretamente, come Regione stiamo avviando tutti gli strumenti a nostra disposizione per potenziare misure e azioni in supporto alle famiglie, alle mamme lavoratrici e a tutti gli amministratori che cercano di mantenere i servizi sui propri territori”. Dichiara l’assessore al e Elena Chiorino:“ Per far ripartire la nostra economia è indispensabile difendere il primo motore economico di questa Nazione, ovvero, la famiglia: lo stiamo facendo sotto tutti i fronti, dall’ampliamento degli orari per i nidi comunali, al sostegno della rete dei servizi educativi, riducendo la spesa a carico delle famiglie”. Per Chiorino il sostegno a sindaci e il mantenimento dei servizi sui territori è una priorità e lo ribadisce nell’annunciare il riparto delle risorse ai Comuni per gli istituti dell’infanzia (0- 3 anni), sia pubblici sia privati. “ Risorse che serviranno per stabilizzare e potenziare le sezioni primavera, superare progressivamente gli anticipi di iscrizione alla scuola dell’infanzia, per consolidare la formazione del personale e promuovere i coordinamenti pedagogici territoriali. Denatalità e la desertificazione dei territori marginali sono tra le emergenze più significative che stiamo subendo e che stiamo affrontando come assessorato mettendo a disposizione ogni strumento economico per Sindaci, che potranno confermare i servizi sui loro territori, e famiglie con bimbi piccoli che potranno beneficiare di tariffe ridotte”.

Lo stanziamento regionale è di 4.701.296,61 milioni di euro e si pone tra gli obiettivi anche quello di favorire l’accesso ai servizi educativi per i bambini diversamente abili ed il pieno utilizzo dei posti esistenti. Una misura che si rende ancora più necessaria oggi, sia per il riflesso della pandemia che ha visto le strutture caricarsi di ulteriori costi nell’anno educativo 2021/22, sia per la difficile congiuntura economica, ulteriormente aggravata dalla crisi internazionale in Ucraina, di cui hanno risentito soprattutto i servizi educativi 0/3 anni, i cui costi gravano in gran parte sulle rette pagate dalle famiglie e sui bilanci comunali. Per quanto riguarda i tempi di erogazione, entro la fine dell’anno la Regione Piemonte trasmetterà al Ministero la scheda della programmazione regionale e degli interventi che saranno posti in essere entro il 31 dicembre 2022 dai Comuni beneficiari e degli obiettivi di risultato attesi entro quella data. I contributi in compartecipazione regionale saranno liquidati all’inizio del prossimo anno, non appena saranno riaperte le procedure contabili. In allegato la tabella con elenco dei Comuni.

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