Social, una legge a difesa della libertà di espressione del pensiero.

Qual è il cardine di ogni democrazia? Uno dei baluardi per poter dire di essere riconosciuti come cittadini di una comunità in cui il popolo è realmente sovrano?

La libertà di espressione del pensiero.

Poter esprimere liberamente il proprio pensiero, senza essere colpiti da dinamiche censorie più o meno manifeste è un diritto insopprimibile che fa della nostra vita sociale una vita completa, che garantisce partecipazione e che consente di realizzare i nostri obiettivi personali e collettivi.

Ogni autoritarismo infatti soffoca in primo luogo la libertà di espressione, il dissenso infatti può essere molto pericoloso, perché biblicamente parlando e mutatis mutandis … uccide più la lingua che la spada.

Ebbene, non diciamo nulla di nuovo se affermiamo che la politica ha trovato sui social network il suo alveo naturale, rendendoli strumenti privilegiati di comunicazione.

Ma le piattaforme social sono gestite da pochi soggetti privati in regime sostanzialmente monopolistico e, in assoluta autonomia, stabiliscono regole di policy per il loro utilizzo.

E se sono loro a decidere cosa è meritevole di essere divulgato e cosa no, senza sottostare alle regole dell’ordinamento fissate per ogni mezzo di comunicazione e in più demandando a dei bot (programmi che stralciano in base a parametri predeterminati certi contenuti) la scelta di cosa cassare. Loro stessi ci dicono cosa possiamo o non possiamo dire, quali sono i messaggi comunemente accettati, quali sono invece da ritenere sconvenienti e dunque da censurare. E’ così che oggi si plasma il pensiero dominante, che schiaccia ogni forma di dissenso a colpi di click e determina la “morte social”. Tu che la pensi diversamente non esisti.

Ma chi ha a cuore le libertà, chi crede che si possa progredire solo nella consapevolezza , nella conoscenza e nel pluralismo delle fonti questo atteggiamento non riesce ad accettarlo, e dunque ribadendo l’impegno di Fratelli d’Italia sul tema della tutela delle libertà e dei diritti, abbiamo depositato una proposta di Legge, per arginare queste derive, per consentire che ci sia trasparenza nella pubblicazione dei dati, per astringere le big tech alle stesse regole a cui sono astretti i mezzi di comunicazione e per dare ai cittadini la sicurezza che il loro pensiero è meritevole di essere letto e ascoltato, qualunque esso sia.

Una Pdl del genere, fatta da un partito di governo, dovrebbe trovare plauso e consenso unanime, perché tutela tutti, in particolare il pensiero minoritario, perché quello dominante si difende bene da sé.

Invece si registrano mal di pancia, provenienti evidentemente da chi, nostalgico dei sistemi repressivi sovietici, preferirebbe sottoporre al vaglio di autorità superiori ogni tweet ed ogni post.

Ma stiano sereni, perché Fratelli d’Italia, con questa norma intende garantire anche le loro strambe e miopi posizioni.

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