Spari Termini, Rampelli (VPC-): tutt’altro che atto dovuto. Così viene umiliato chi compie dovere

“Indagare il poliziotto che ha sparato per neutralizzare l’immigrato irregolare – già responsabile di una pluralità di reati – che ha seminato il panico alla stazione Termini di Roma minacciando i passanti con un coltello è tutt’altro che un atto dovuto.
Cosa avrebbe dovuto fare l’agente delle Forze dell’Ordine, farsi gli affari propri per non prendersi rischi e aspettare che un invasato trafiggesse un passante con una coltellata? O peggio, intervenire solo dopo che un innocente fosse ferito o ucciso? È evidente che in alcuni casi c’è una pericolosa discrezionalità da parte della magistratura nel giudicare alcuni fatti, legata a una legge che suggerisce alle forze dell’ordine di non intervenire per non rischiare di finire sotto processo.
Quanto avvenuto peraltro non è un’eccezione ma lo specchio di un degrado che sta inghiottendo Roma e i quartieri intorno alla Stazione Termini. Sbandati che dormono per strada a qualsiasi ora del giorno e della notte e vagano sotto gli effetti di stupefacenti o alcool, che compiono atti osceni davanti a bambini e famiglie, si denudano per lavarsi nelle fontane, urlano, minacciano, aggrediscono. Non si può avallare culturalmente chi agisce con aggressività e opera nell’illegalità, è ora di invertire l’ordine delle cose e stare dalla parte dei cittadini impauriti e dei poliziotti coraggiosi”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di .

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