Stato di agitazione per la Polizia Penitenziaria di Belluno. De Carlo (FdI): “Chiesto un incontro al nuovo Provveditore. Protesta fondata, servono risposte”

“Ho già chiesto un incontro al nuovo Provveditore delle carceri del Triveneto, dopo che il suo predecessore Enrico Sbriglia mi aveva rassicurato sulla risoluzione in tempi brevi dell’articolazione per la tutela della salute mentale: quella di Baldenich è una situazione pericolosa che si trascina da troppi anni e che ha bisogno ora di giungere a conclusione”: il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo commenta così lo stato di agitazione proclamato dagli agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Belluno.
“Da anni denunciamo una situazione insostenibile sia dal punto di vista dell’organico che della sicurezza del carcere bellunese”, ricorda De Carlo “ma ad oggi non si è ancora visto niente, mentre sono frequenti le notizie di aggressioni ai danni degli agenti e del personale che a vario titolo operano nel carcere. È fondamentale che il trasferimento dell’articolazione per la tutela della salute mentale a Padova venga avviata e conclusa in breve tempo, così come promesso ormai tre anni fa. Non va poi sottovalutato il carico psicofisico che a causa di questa situazione e dei problemi di organico si abbatte sui lavoratori con evidenti e pesanti disagi: il numero degli agenti in servizio è inferiore di circa il 20% rispetto a quello necessario per far funzionare una struttura come quella di Belluno, una carenza di personale irrisolta da anni e che, come dimostra lo stato di agitazione proclamato oggi e l’annuncio di possibili azioni di protesta, per gli agenti della Polizia Penitenziaria non è più tollerabile”.

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