Storie ad Acquerello: il primo festival italiano dedicato alla tecnica pittorica.

Il colore torna protagonista nella bella città di Bergamo, accarezzandone delicatamente le strette viuzze e i palazzi storici, in un elegante saliscendi tra i colli. La grazia si mette in cammino, tamburellando ritmicamente nello sguardo dell’uomo che passa, carpendolo nei suoi pensieri e nei suoi sogni, offrendogli un assaggio d’infinito. Dare forma all’immanente, coniugare l’idea con la bruta materia, ospitare nel cielo delle eterne possibilità un’umile goccia di rugiada: l’arte è inutile in quanto necessaria, decisamente la più affascinante delle contraddizioni.

A Bergamo, dal 23 al 25 settembre, si terrà la seconda edizione di Storie ad Acquerello, il primo festival italiano dedicato alla tecnica pittorica che più si nutre di trasparenti presenze, di espansioni prive di consistenza. L’acqua, l’elemento primordiale per eccellenza, ci sospinge verso luoghi inesplorati, affinando il nostro gusto, ridestando i sensi sopiti. Numerosi artisti di fama nazionale e internazionale, tra cui i premi Andersen Cristina Bellemo, Giovanni Manna e Sonia Maria Luce Possentini, ci prenderanno per mano, addentrandoci in una tre giorni di eventi e mostre, all’insegna della leggerezza e della fluidità.

Laura Cortinovis, ideatrice e curatrice del festival, illustratrice, autrice di libri per bambini, nonché forgiatrice di meraviglie luminose, tratteggia a parole la specifica singolarità della tecnica pittorica in questione: “L’acquerello emana luce e permette di sperimentare: è uno strumento di narrazione nelle mani dell’artista, che rende possibile il racconto di storie attraverso l’uso di due elementi, l’acqua e il colore. È un gesto semplice, ma capace di produrre immagini potenti, in grado di catturare fantasia e reale, astrazione e concretezza. Non è un caso se la prima opera astratta è un acquerello di Kandinskij. E non è un caso se, dipingendo con i colori ad acqua, Rothko vede per la prima volta sciogliersi le sue figure in campi di colore. La leggerezza del tratto, le sfumature di colore e le trasparenze si trasformano in emozione per chi osserva. Le illustrazioni diventano porte su mondi meravigliosi”.

L’acquerello cela e mostra, si concede e si sottrae, suscitando dolci desideri destinati a non trovare un appagamento ultimo, conclusivo. Il mistero si custodisce, non si addomestica.

La manifestazione è organizzata in collaborazione con I’M Spazio Cam, un’associazione culturale di Bergamo impegnata nel mondo dell’arte, e con Momarte, store online, partner ufficiale dell’evento. Il Festival è aperto a tutti: “appassionati, dilettanti ed esperti, adulti e ragazzi dai sedici anni, conoscitori o fruitori, artisti o semplici curiosi”.

Le location individuate sono tra le più suggestive di Bergamo. Sarà possibile, infatti, visitare esposizioni, incontrare gli autori e assistere a dimostrazioni di sicuro effetto, all’interno di luoghi simbolo della città lombarda, quali il Seminarino, il Circolino di Città Alta e il Teatro Sant’Andrea. Fino al 25 settembre, inoltre, l’Accademia Carrara “ospiterà la proiezione del Key visual del Festival”.

Pablo Picasso assegnava all’arte il compito di scuotere dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni. Parole da meditare e da tramandare con rinnovato entusiasmo e sincera gratitudine.

Luca Bugada
Luca Bugada
Luca Bugada, dottore magistrale in filosofia e in scienze storiche, insegnante, collabora con diverse testate giornalistiche e scientifiche, promuovendo cultura e memoria del sapere. "Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare" (Lucio Anneo Seneca)

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