Sulla scuola il Governo fa un capolavoro al contrario: delude tutti e abbandona di nuovo i precari

Il travagliato iter di un decreto divisivo

Tra malumori, accordi strappati nella notte e ripensamenti, si è concluso oggi il travagliato iter dell’attesissimo decreto Scuola. Approvato con il voto di fiducia della maggioranza Pd-M5S-Iv e Leu.

Sembrava si fosse raggiunto domenica notte un accordo di maggioranza, in un incontro convocato dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Le dichiarazioni del ministro Azzolina al termine dello stesso, infatti, annunciavano la conferma di un concorso straordinario per i docenti dopo l’estate e un altro anno di impiego dei precari con contratto a tempo determinato tramite le graduatorie d’Istituto. La prova di selezione – con esame scritto e non più test a crocette – avrebbe poi scelto i docenti meritevoli di stabilizzazione. “Il giusto modo per premiare il merito” avrebbe commentato orgogliosa.

In realtà, uno strampalato compromesso senza basi.

Pd e Leu attaccati dal mondo della scuola

Non a caso, a meno di 24 ore da quell’accordo, dopo lamentele e commenti negativi provenienti dal mondo della scuola e rivolti a Pd e Leu, tutto sembrava essere rimesso in discussione.

Ed invece, a parte un debole tentativo di ritrattare il tema della stabilizzazione dei docenti precari e del relativo concorso, il testo convertito in legge – rigorosamente tramite voto di fiducia – rispecchia esattamente quello che Fratelli d’Italia e quei docenti precari temevano. A spiegarlo, in una dichiarazione, il senatore Iannone:

“Come denunciamo dall’inizio siamo dinanzi a un pessimo decreto. Il governo, la ministra e la maggioranza hanno dimostrato non solo di non saper governare i processi per la vita della scuola ma neanche il Parlamento. Soltanto grazie al senso di responsabilità delle opposizioni il decreto Scuola non scadrà. La maggioranza si è fatta ostruzionismo da sola, incurante dei veri bisogni dell’intero mondo scolastico: alunni, famiglie, personale non docente, docenti e dirigenti scolastici, scegliendo così la linea della ministra Azzolina. Dopo una farsa ignobile su tanti temi, ma in particolare sulla questione del concorso a crocette, hanno deciso di sacrificare tutto in nome della propria poltrona ponendo la questione di fiducia. Infatti, Pd, Leu, Italia Viva, M5S ed Autonomie hanno bocciato tutti gli emendamenti per la stabilizzazione dei precari della scuola compreso quello del senatore del Pd Verducci. Fratelli d’Italia, pur vedendosi bocciati tutti i suoi emendamenti, ha votato quello del collega Verducci, nonostante fosse del Pd perché ci sta veramente a cuore il destino dei precari. Come temevo, però, l’emendamento è stato bocciato con i voti contrari del suo stesso partito e di tutti gli altri di maggioranza, a conferma che mentre noi mettiamo davanti a tutto gli interessi dei precari, la maggioranza preferisce quelli della propria poltrona”.

Il Partito Democratico, infatti, non ha seguito il suo senatore Verducci, decidendo: concorso in autunno, al massimo entro novembre, e no ai test “a crocetta”.

‘Un accordo al ribasso’ lo ha considerato il deputato ed ex presidente del Pd, Matteo Orfini che.in più di un’occasione ha ribadito il proprio no all’accordo tra le forze di maggioranza sul concorso straordinario docenti, e in un messaggio pubblicato su Facebook ha parlato di un atteggiamento che ‘trasmette l’idea di considerare il precariato una colpa. Dei precari’.

Il voto di fiducia: conclusione inevitabile di un decreto che scontenta tutti 

Ma a nulla è servito il monito di quella parte della sinistra, che almeno all’inizio, sembrava condividere la posizione di Fratelli d’Italia sulla stabilizzazione dei precari del mondo della scuola.

E così, inevitabilmente, come spiega il senatore Iannone “il governo con il decreto scuola ha fatto un capolavoro al contrario. Noi siamo totalmente a favore dei docenti precari perché il merito non lo fa un concorso. Di questa emergenza poteva esserne fatta un’opportunità, come la loro stabilizzazione. E’ un decreto che non dà le risposte né per l’immediato né per il futuro a personale docente e non docente, ad alunni e famiglie che tutti in questo periodo hanno compiuto sforzi tenendo in piedi l’istituzione scolastica e a cui viene fatto un torto. Nessuna fiducia quindi va al governo e a questo decreto da parte di Fratelli d’Italia, un decreto a cui il mondo della scuola non darebbe mai il suo voto favorevole” e conclude: “I docenti non si usano come dei kleenex usa e getta. Noi siamo al fianco del precariato”.

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