Sulle accise la Meloni ha ragione. Gli economisti concordano: “Sterilizzare è coerente”

L’esclusiva dell’AGI porta a galla tutto il marcio della propaganda delle opposizioni: accuse infondate e fake news smontate dal buonsenso e dalla competenza degli esperti.

Anche gli economisti convengono con Giorgia . Arriva dall'AGI, infatti, la notizia che definitivamente smonta tutte le accuse, infondate, mosse al Governo da parte di un'opposizione sempre più ipocrita. A parlare, ai microfoni dell'Agenzia, sono stati autorevoli esperti del campo economico, che hanno valutato positivamente l'eliminazione del taglio delle accise sul carburante attuato dal nella Legge di Bilancio. Tra questi, Vittorio De Pedys, professore di e finanza a Tor Vergata e alla Escp Business School, il quale ha parlato di polemica infondata, perché “il prezzo della benzina è sceso molto, tornando agli stessi livelli del 2012-2013”.

La polemica ha avuto vita grazie, ovviamente, a un'opposizione oramai senza argomenti, che dimentica, forse smemorata, forse finta tonta, il suo passato di forza di maggioranza e di governo, durante il quale nulla si è fatto per eliminare le accise sul carburante. Insomma, le stesse persone che oggi, tra le fila della minoranza, urlano all'“incoerenza” del Governo, tirando in ballo l'ormai noto filmato che ritrae Meloni chiedere l'eliminazione progressiva delle accise, qualche anno fa, seduti tra i banchi dell'esecutivo, non hanno mosso un dito per il taglio delle imposte sul carburante, ma anzi si sono adoperate per un aumento: l'ultimo “ritocco”, infatti, risale al 2014, attuato dal governo Letta, confermato poi dal governo Renzi, quando in realtà il prezzo era quasi del tutto identico a quello odierno, €1.80 circa; cifra che invece solo oggi per quegli stessi provoca indignazione; cifra, tra l'altro, ampiamente superata nel marzo 2022, quando il governo Draghi, summa delle attuali opposizioni, si svegliò e finalmente capì di dover agire sul prezzo della benzina.

Da che pulpito, dunque, vien la predica!

Oltre al già citato filmato, le opposizioni hanno cercato, invano, le prove dell'“incoerenza” del Governo direttamente nel programma elettorale di Fratelli d'Italia, appellandosi al punto 17, che prevede la “sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte su energia e carburanti”. La risposta arriva, ancora, dagli esperti, ai microfoni dell'AGI: “Sterilizzare l'accisa è coerente; se aumenterà il costo della benzina il governo non potrà che intervenire” spiega Cesare Pozzi, professore di economia alla Luiss e all'Università di Foggia; e ancora De Pedys: “La difesa del governo è coerente. D'altronde per abolire le accise serve una crescita economica. L'esecutivo ha dovuto dirottare le risorse sulle azioni più urgenti per far fronte alle difficoltà della popolazione”. La sterilizzazione permette di cancellare l'aumento di entrate di cui lo Stato godrebbe per un aumento del prezzo del carburante e dell'energia, riuscendo così a mantenere i costi per i consumatori a un livello più o meno stabile nel tempo. Insomma, ennesimo granchio preso dall'opposizione, che confonde, volutamente o meno, tagliare con sterilizzare.

La cancellazione del taglio alle accise, come già spiegato dal presidente Meloni nei suoi appunti, garantisce allo Stato un'entrata di circa 10 miliardi annui, che prontamente sono stati riutilizzati nella nuova Finanziaria per il sostegno delle fasce più povere della popolazione e per affrontare il gravoso problema del caro bolletta.

Ebbene, le opposizioni, che ad oggi lamentano, come spiegato, ipocritamente l'aumento del costo della benzina, avrebbero preferito lasciare nel più totale dissesto tutta quella fascia aiutata, ora, dal nuovo Bilancio? Su questo, ovviamente, tacciono.

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