Superbonus 110% e il mitico ‘Gratuitamente’: FdI lo cancella anche dal vocabolario

Delle tante bugie a cui ci aveva abituati la vecchia ce n'è una che le sovrasta tutte per assurdità e danni calcolati. Il presidente del Consiglio , nel corso di una recente intervista negli studi di Quarta Repubblica, l'ha definita «la più grande truffa ai danni dello Stato della storia».

Se ancora non avete capito a cosa ci stiamo riferendo, ecco una parola, più precisamente un avverbio, che vi metterà sulla strada giusta: «gratuitamente». È il leitmotiv con cui l'ex premier Giuseppe Conte ha fatto credere agli italiani che avrebbe ristrutturato le loro abitazioni senza fargli spendere un euro. È il sale dell'ormai famigerato incentivo edilizio approvato dal governo giallorosso: il 110%. Misura mal congeniata e mal scritta che, assieme agli altri bonus edilizi ascrivibili a quella sciagurata stagione, ha generato circa 12 miliardi di truffe e una voragine nelle casse dello Stato di circa 150 miliardi. Insomma, alla faccia della gratuità sbandierata dal Masaniello pentastellato, le cose sono andate molto diversamente da come erano state raccontate proprio grazie a quell'avverbio.

Il è subito corso ai ripari, anche dal punto di vista della comunicazione istituzionale, bandendo l'utilizzo del termine «gratuitamente» o di analoghe locuzioni «in relazione a prestazioni o servizi statali che, seppur a fronte di un mancato pagamento diretto da parte del cittadino destinatario, comportino per la loro realizzazione oneri diretti o indiretti a carico della finanza pubblica». È quanto prevede un ordine del giorno di Fratelli d'Italia al cosiddetto «dl Superbonus» che ha incassato il parere favorevole del governo. L'esecutivo guidato da Giorgia , in coerenza con quanto sostenuto da sempre, si impegna quindi a «prevedere che nella pubblicità dei suddetti servizi vengano utilizzate espressioni che rendano chiaro che si tratta di prestazioni o servizi forniti grazie al pagamento delle tasse e delle imposte da parte dei contribuenti». Che misure del genere non siano «a costo zero» – come in passato hanno fatto credere Giuseppe Conte&Co – è testimoniato dal disastro contabile del Superbonus, che ha messo a dura prova il governo, restringendo di molto i margini della manovra e sottraendo importanti risorse agli interventi per famiglie ed imprese.

È per questo che la «vulgata propagandistica del “tutto gratis”», dicono in coro i parlamentari di Fratelli d'Italia, non deve più avere cittadinanza nella comunicazione istituzionale. Non tutti però la pensano allo stesso modo. L'approvazione dell'ordine del giorno in questione, sostenuta in blocco dalla maggioranza, è stata accompagnata da uno strascico di polemiche. Non è passato inosservato, infatti, il voto contrario di Pd e Cinque Stelle, i due azionisti di maggioranza del Conte II, il governo che prometteva ai cittadini l'impossibile: ristrutturare casa gratis. Evidentemente questa doverosa operazione di verità e trasparenza li ha messi in grave imbarazzo. È la considerazione che traspare dalle parole del deputato Francesco Filini, responsabile del programma di Fratelli d'Italia. «Non stupisce – chiosa il deputato dover aver espresso soddisfazione per il parere favorevole arrivato dal governo – che la sinistra abbia votato contro un provvedimento che chiede solo di affermare un principio banale e sacrosanto: “gratuitamente” è stata la parola chiave della loro campagna elettorale, quella con cui hanno illuso tanti, troppi, cittadini. Poi è arrivato il conto».

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