Tanto rumore per nulla…

Tanto rumore per nulla o, se vogliamo restare in ambito anglosassone, too little too late. Cosi potremmo definire l’annunciata, a trombe spiegate, “apertura” del governo, il “cambio di passo” (per utilizzare questa ridicola metafora) di Draghi. A conti fatti, si tratta del ritorno della zona gialla, presente anche con il governo Conte, con in più la possibilità dei ristoranti dotati di dehors (non certo la maggioranza) di aprire alla sera. Meglio di niente sia chiaro, ma la decisione è poi smentita dal mantenimento alle 22 del coprifuoco, la misura più stupida, inutile e insensata. Resta poi da capire perché il virus, che a pranzo se ne sta a dormire (quindi i ristoranti possono servire anche al chiuso) la sera diventi minaccioso. A meno che non si voglia consentire di aprire anche a pranzo solo ai ristoranti all’aperto. Che poi, con la primavera più fredda degli ultimi duecento anni, alla faccia del Gretismo dello stesso premier…Resta poi l’assurda e punitiva e vessatoria persecuzione nei confronti delle palestre, che saranno riaperte solo a giugno, mentre nessun dato scientifico ha mai mostrato che siano origine di focolai. Permane infine il blocco delle regioni, con l’introduzione di un ulteriore burocratico “pass” per viaggiare tra quelle gialle (ma se devono attraversare una arancione o rossa?)

Insomma resta l’impostazione cultuale e ideologica dell’esperienza giallo rossa, con Speranza tranquillo e troneggiante accanto al premier. Quindi le “decisioni automatiche” del Cts, il rifiuto di discutere in parlamento, la fola delle “evidenze scientifiche” e soprattutto il tono paternalistico autoritario, delle lezioni agli italiani che devono fare i bravi altrimenti saranno incarcerati di nuovo. Non a caso giornaliste chiusiste hanno subito twittato che si dovrà essere “spietati” con chi non rispetta le regole. E già vediamo il  giornalista voyeur spiare e lamentarsi “troppa gente in giro”

Questa timidissima correzione di rotta è certo frutto delle proteste dei giorni scorsi e anche del dell’opposizione (la annunciata mozione di sfiducia contro Speranza un peso l’ha avuto) e del resto Fratelli d’Italia chiedeva da tempo l’apertura delle attività all’aperto. Ma come misura minima, qui invece è il massimo che per molto tempo Draghi potrà concedere. Alla stessa data, Conte lo scorso anno aveva osato molto di più, e ho detto tutto per citare Peppino de Filippo. Da De Filippo al Gattopardo il passo è breve e come scrive in una nota molto critica Giorgia “da Conte a Draghi tutto cambia perché nulla cambi”

Questo ci spiega anche il metodo Draghi che, al contrario di essere fondato su una visione, su un metodo e su una decisione, è retto sul compromesso defatigante per accontentare un po’ tutti – ricorda un po’ il metodo Andreotti, nel cui governo non a caso Draghi servì come funzionario. E siccome a sinistra stanno già dichiarando che si è concesso qualcosa alla “destra” , cosa farà Draghi ora per riequilibrare, concedendo alla sinistra? Non è che in cambio di timidissime aperture il governo accontenterà la sinistra sul versante dell’aumento delle tasse e dell’accoglimento immigrati? Oggi tutti i partiti di governo esultano ma temiamo che nelle prossime settimane alcuni di loro resteranno delusi.

Marco Gervasoni
Marco Gervasoni (Milano, 1968) è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi del Molise, editorialista de “Il Giornale”, membro del Comitato scientifico della Fondazione Fare Futuro. Autore di numerose monografie, ha da ultimo curato l’Edizione italiana delle Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia di Edmund Burke (Giubilei Regnani) e lavora a un libro sul conservatorismo.
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