Terme, Capecchi (FdI): “Il piano di salvataggio delle Terme passa dalla dichiarazione di strategicità da parte della Regione”

Audizione dell’assessore Ciuoffo in Commissione Controllo. “La ricapitalizzazione della società delle Terme si scontra con i conti in rosso della sanità toscana. Interesseremo anche il Governo nazionale”.

“L’assessore Ciuoffo ha ribadito che per la Giunta le Terme sono strategiche ma, gli ho ricordato, che dall’aggiornamento del piano di razionalizzazione del 2020 emergeva, invece, l’esatto contrario. Si evidenziava che le Terme non hanno caratteristiche particolari e quindi sono soggette allo stesso piano di razionalizzazione, ossia se la società Terme non avesse raggiunto una situazione di miglioramento dei conti, cosa impossibile che potesse accadere con le sole forze della società, la stessa doveva essere messa in liquidazione” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, Presidente della Commissione Controllo dove oggi l’assessore Ciuoffo ha riferito sulla situazione delle Terme di Montecatini.

“La discussione è stata aggiornata a dopo il 2 novembre quando ci sarà l’udienza del Tribunale di Pistoia in cui il giudice dovrà valutare se la documentazione integrativa richiesta alla società Terme sia congrua, visto che mancano i bilanci approvati dai soci 2020 e 2021. Abbiamo dato la disponibilità delle varie forze politiche a fare quanto possibile ed anche a sensibilizzare il Governo, ma la condizione prioritaria deve essere la dichiarazione di strategicità delle Terme da parte della Regione Toscana, ossia se la Regione intende intervenire economicamente per sostenere le Term -sottolinea Capecchi- E’ la Regione che deve dare un segnale alle Terme di Montecatini ed a tutto il sistema termale regionale, di cui il Governatore Giani detiene la delega ma che fino ad oggi non ha prodotto risultati. La strategicità delle Terme è la premessa per realizzare il piano di salvataggio ma anche per dare segnali concreti alle altre realtà termali a partire da Chianciano. L’assessore regionale ci ha detto che ci sono due strade: o la Regione compra il patrimonio, nell’ambito del concordato, facendo fallire la società oppure si ricapitalizza la società con un’operazione complessa che richiede l’investimento di tanti soldi ma che si scontra con i conti in rosso della toscana”.

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